Pac: Fedagri, l’Italia ha bisogno di una posizione condivisa


‘Il futuro della Pac dopo il 2013 dovrà garantire qualità e quantità alla futura produzione agricola, ma è evidente che bisogna portare a casa una redditività maggiore per le nostre imprese, perché se non si agisce su questo non serviranno neppure gli aiuti. Siamo alla vigilia delle decisioni sulla Pac ed è il momento di portare al Parlamento e alla Commissione europea, attraverso il governo italiano, una posizione forte e negoziale con gli altri paesi. So bene che ci sono molte cose che ci dividono, ma so anche che in Europa dobbiamo andare con una forte posizione condivisa. Per evitare di essere costretti a subire ancora una volta le decisioni prese dall’asse franco-tedesco”. Lo ha detto il presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini intervenuto, anche in rappresentanza delle altre centrali Legacoop Agroalimentare e Agci-Agrital, alla “Prima conferenza nazionale di ascolto sulla riforma della Pac” svoltasi oggi a Bari, alla Fiera del Levante, alla presenza, tra gli altri, del presidente della Commissione Agricoltura del parlamento europeo Paolo De Castro e dell’Assessore all’Agricoltura della regione Puglia Dario Stefano. Tra le questioni prioritarie che secondo Gardini dovranno essere al centro della nuova Politica Agricola Comune post 2013 c’è “il tema della competitività del sistema agricolo, che va riparametrata in maniera da portare maggiore equilibrio tra il potere contrattuale dei singoli attori della filiera agricole”. Servono poi strumenti per intervenire anche in stato di crisi, poiché – ha ricordato Gardini – “siamo tutti una fabbrica a cielo aperto”. Inoltre, occorrerà ”operare una forte semplificazione burocratica e introdurre elementi di reciprocità nelle normative comunitarie, affinché non arrivino più sulle tavole dei nostri consumatori prodotti extra UE che hanno regole molto meno rigorose di quelle vigenti in Europa”. Il presidente di Fedagri-Confcooperative ha infine ricordato la ‘straordinaria opportunità’ offerta dalla codecisione da parte del Parlamento europeo e dalla presenza alla guida della Commissione Agricoltura del parlamento dell’italiano Paolo De Castro. (ANSA).

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