Pac: le controproposte del Parlamento Ue


Una nuova chiave di ridistribuzione dei finanziamenti agli agricoltori europei nella Pac post-2013 permetterebbe – se accettata – di ridurre di 50 milioni di euro i tagli all’Italia proposti dalla Commissione Ue per riequilibrare il livello di aiuti che l’Ue versa ai produttori: più alti per i vecchi Stati membri come l’Italia, più bassi per i nuovi partner. Per l’Italia la penalizzazione scenderebbe così da circa 280 milioni a 230. E’ questa una delle 700 controproposte presentate oggi a Bruxelles dai quattro relatori della commissione agricoltura del Parlamento europeo – per l’Italia Giovanni La Via (Pdl) – su cui la commissione agricoltura dell’Europarlamento lavorerà – dice il suo presidente Paolo De Castro (S&D) – tutto l’autunno, per poi votare un testo finale non prima dell’inizio di novembre. Insomma, il Parlamento europeo è ai blocchi di partenza, più che mai deciso di far valere tutte le prerogative conferitegli dal Trattato di Lisbona che lo pone sullo stesso piano di decisione del Consiglio Ue. De Castro del resto mette in guardia: “Il nostro voto finale è vincolato alla conoscenza del bilancio complessivo della futura Pac”. Tra gli elementi importanti che emergono dalle relazioni, c’é il fatto che “l’agricoltore, anche se non aderisce agli obblighi per ottenere l’aiuto ‘verde’ Ue alla produzione (pari a 30% del totale), non perde – contrariamente a quanto proposto dall’Esecutivo – il restante 70%”. Inoltre, si vuole trasferire in tutti i settori dell’agricoltura quanto già conquistato per il comparto del latte – dai regimi contrattuali al rafforzamento delle filiere produttive e dei sistemi di stoccaggio alle misure di gestione delle crisi. C’é anche l’aumento della dotazione per i giovani agricoltori e piu0 flessibilità per gli Stati. Di fronte all’enorme mole di lavoro che si profila, De Castro lancia un nuovo appello ai ministri: “utilizzate la piattaforma di proposte dal Parlamento altrimenti è molto difficile raggiungere un accordo in tempo utile”.
“Proponiamo una nuova politica agricola comune (Pac) con tante novità ma anche semplice, flessibile e al tempo stesso moderna e che sappia garantire maggiori certezze per il futuro degli agricoltori europei, frutto di un lavoro lungo e complesso”. Lo afferma il presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, in quanto dopo mesi di dibattiti, si chiude oggi al Parlamento europeo la due giorni di presentazione delle controproposte di riforma della Pac post-2013, rispetto al documento presentato dalla Commissione europea. Controproposte – tiene a sottolineare De Castro – “frutto di un lavoro lungo e complesso”. Ieri, in Commagri, “i relatori delle proposte di riforma, gli europarlamentari francese Michel Dantin (francese Ppe) e Giovanni La Via (Pdl), hanno illustrato le relazioni sulle misure di mercato e sul finanziamento, la gestione e il monitoraggio della Pac con numerose e importanti le novità. Per il primo dossier ad esempio – spiega De Castro – si va da un più efficace ruolo della contrattualistica e delle organizzazioni di produttori all’introduzione di nuove misure per la gestione dei rischi, alla proroga dei regimi per il mantenimento di un equilibrio di mercato nella produzione di vino e zucchero. Altre e numerose novità sono state messe a punto nella relazione di La Via in relazione allo sviluppo delle campagne, ma anche l’introduzione di deroghe legati agli ‘aiuti verdi’, il cosiddetto ‘greening’. Oggi i lavori hanno ripreso con la presentazione degli altri due importanti dossier sulla Pac post-2013: quello sui pagamenti diretti dell’Ue agli agricoltori e quello sulle nuove regole dello sviluppo rurale”.

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