Pac; Martina incontro con assessori, prossimo 12/6

AMF_Parco Agricolo Sud MilanoSi è svolta ieri una riunione tra il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e gli assessori regionali all’Agricoltura in merito all’attuazione della Politica agricola comune, i cui termini per presentare le posizioni dell’Italia sulla riforma a Bruxelles scadranno il 31 luglio. Lo fa sapere, in una nota, il ministero, precisando che la Conferenza Stato Regioni, nella cui sede si è svolto l’incontro, si pronuncerà sull’argomento giovedì prossimo 12 giugno. In merito alla nascita di un ”comitato scientifico” di gestione delle crisi, su cui è scattato l’allarme di alcune organizzazioni agricole, il ministero precisa che a via XX Settembre ”si è svolta una riunione organizzata dall’Università di Perugia a cui però nessun rappresentante ministeriale ha aderito: i lavori svolti, quindi, non rappresentano posizioni del dicastero e non riguardavano i temi Pac in discussione”.
Un incontro, quello tra ministro e assessori, che ha creato fermento tra le organizzazioni agricole. Alla Cia non è piaciuta la costituzione ”a latere di riunioni e contro riunioni sulla Pac, di un Comitato scientifico che dovrebbe occuparsi del tema della gestione del rischi in agricoltura, composto da dirigenti ministeriali e da una serie di personalità rappresentative degli interessi di una sola organizzazione agricola”. La Cia, considerando che alcune decisioni non stanno prendendo nella dovuta considerazione le istanze delle diverse agricolture nazionali, teme infatti l’impostazione sul modello del ”Pensiero Unico, da scongiurare per il bene di tutta l’agricoltura italiana e di chi da essa trae il proprio reddito”. La Copagri si dice soddisfatta, invece, della nuova posizione assunta in merito all’agricoltore attivo. ”Oggi – commenta il presidente Franco Verrasciana – sarebbe stato deciso di limare le posizioni relative alla definizione di ‘agricoltore attivo’ percettore di titoli Pac, inserendovi tutti i possessori di partita Iva agricola e la dichiarazione annuale senza alcuna soglia, consentendo di accedere ai benefici Pac a centinaia di migliaia di produttori che viceversa sarebbero rimasti fuori; nella maggior parte dei casi ciò avrebbe comportato l’abbandono delle colture e dei terreni, con costi enormi per la collettività e con aggravi rispetto al deficit produttivo in agricoltura”.

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