Pac, primi no dei ministri a Ciolos. Nord Europa rifiuta tetto massimo aiuti a grandi aziende


La proposta legislativa della Commissione europea sulla grande riforma della politica agricola comune (Pac) sara’ presentata a ottobre, ma gia’ il commissario all’agricoltura Dacian Ciolos ha dovuto incassare i primi rifiuti dei ministri del Nord Europa sull’applicazione di un tetto massimo alla concessione di fondi Ue alle grandi aziende agricole europee. E’ quanto emerge dalle prime reazioni dei ministri dell’agricoltura dell’Ue, riuniti a Debrecen, nell’est dell’Ungheria, dove si estende la ‘puszta’, la famosa pianura ungherese in cui scorazzano liberi cavalli, buoi, bufali, fino ai speciali maiali magiari. Per l’Italia e’ presente il ministro per le politiche agricole, alimentari e forestali Saverio Romano. Ciolos lo ha detto senza mezzi termini: ”Il tetto degli aiuti per le grandi aziende, accompagnato dalla semplificazione per le piccole imprese agricole, rappresenta – insieme ad altri fattori – due elementi molto importanti della futura Pac”. Aggiungendo subito: ”Sappiamo che la partita non e’ ancora vinta”. E in effetti Germania, Regno Unito, Repubblica Ceca e Svezia si sono detti contrari all’applicazione di una soglia massima di aiuti europei versati alle singole aziende agricole e, riuniti, potrebbero costituire una minoranza di blocco al Consiglio dei ministri dell’Ue. Il ministro britannico Caroline Spelman ha detto ai cronisti presenti di ”essere fermamente opposta alla misura” in quanto rischierebbe di distruggere la struttura delle aziende. Sulla stessa linea lo svedese Eskil Erlandsson, fino al rappresentante della Repubblica Ceca secondo cui ”si finirebbe per frammentare le imprese” che diventerebbero piu’ piccole per continuare ad ottenere gli aiuti Ue”. Su questo fronte Bruxelles potra’ contare invece sul Parlamento europeo, ha fatto sapere il presidente della Commissione agricoltura Paolo De Castro, spiegando: ”Anche per il Parlamento l’introduzione di un tetto per gli aiuti delle grandi aziende rappresenta un elemento importante della prossima riforma ma, come e’ stato approvato a larghissima maggioranza in Commissione lo sorso mercoledi’, crediamo in un ‘capping’ al cui centro il criterio del lavoro rappresenti un elemento per la degressivita’ degli aiuti”. Insomma, il ‘taglio’ degli aiuti dovrebbe colpire in minor misura le aziende che, grazie alla loro attivita’, creano forza lavoro. Cio’ non toglie che il nodo centrale del futuro negoziato – che si annuncia particolarmente arduo – e’ rappresentato dalla dotazione finanziaria che l’Ue accordera’ alla Pac per il dopo 2013. Interrogato sul futuro bilancio Ue, il ministro britannico si limita a rispondere: ”E’ in negoziato e spetta ai ministri delle finanze e ai capi di stato e di governo dell’Ue farlo”. Non vi e’ dubbio che Londra porra’ sul tavolo europeo il mantenimento o meno del suo ‘cheque’ che ogni anno riceve dall’Ue per tener conto dei minor benefici che trae dai fondi agricoli. Assegno che, per circa il 50%, e’ pagato da Francia e Italia.

dall’inviata Patrizia Lenzarini – ANSA

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