Pac, si rafforza l’asse franco-italiano. Posizioni comuni sulla crisi del comparto lattiero caseario

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L’incontro di oggi a Parigi fra il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia ed il suo omologo francese Bruno Le Maire, ha reso ancora più salda l’intesa tra i due Paesi in vista di una revisione della Politica agricola europea dopo il 2013. Al centro dell’incontro la definizione di strategie di contrasto alla crisi del settore lattiero-caseario in vista del Consiglio dei ministri agricoli a Lussemburgo del 19 ottobre e dopo l’incontro di Vienna dove e’ stato deciso un documento da presentare alla Commissione al quale ha aderito anche la Grecia unendosi agli altri 20 paesi firmatari. ”Italia e Francia sono due grandi nazioni agricole. La nostra missione è difendere le nostre produzioni, i nostri agricoltori e garantire qualità ai consumatori”, ha detto il ministro francese dopo l’incontro annunciando la volontà insieme all’Italia di ”costruire nuove regole per l’agricoltura europea”. In particolare, nell’immediato, Italia e Francia insieme agli altri paesi firmatari del documento di Vienna chiedono che la commissione sblocchi 300 milioni di euro a favore del settore lattiero-caseario. Il documento comune, come ha sottolineato Zaia, accoglie le richieste italiane di aiuti privati all’ammasso dei formaggi e la richiesta dell’etichettatura d’origine per i prodotti europei. ”L’aiuto privato all’ammasso dei formaggi – ha ribadito Zaia – e’ strategico per un paese come l’Italia che destina il 70% della sua produzione di latte alla produzione di formaggio. Anche l’etichettatura e’ importante – ha continuato – perche’ importiamo ben 8 milioni di tonnellate di latte e in questo periodo stiamo subendo la concorrenza di paesi che vendono sul nostro mercato prodotti di bassa qualita”’.
Un giudizio positivo sull’asse italo-francese arriva dal presidente di Copagri, Franco Verrascina, che però aggiunge:”la nostra posizione resta ferma su aiuti diretti agli allevatori, che in questo caso potrebbero tradursi nel finanziamento europeo di un piano di sospensione o riduzione volontaria della produzione”. ”Bisogna, infatti – conclude Verrascina – trovare contromisure adeguate alla straordinarieta’ del momento e alla necessità di far presto e l’intervento sulla produzione puo’ esserlo con effetti positivi e immediati”.

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