Pac: Verrascina (Copagri), proposta Commissione Ue ci taglia 1,4 mld


“La proposta della Commissione europea sulla riforma della PAC si tradurrebbe per il nostro Paese in una perdita sul I pilastro di circa 250mln l’anno per un totale di 1mld e 400mln. Finora la politica ha sottovalutato le risorse della PAC, il 50% del bilancio delle nostre aziende agricole e per di piu’, ora, la crisi sta portando a decisioni sempre piu’ pesanti: basti pensare alla sola IMU sui fabbricati rurali. Al Premier Monti abbiamo detto che faremo la nostra parte purche’ ci si ricordi dell’agricoltura anche in tema di sviluppo. Mi conforta che al ministero e’ stato nominato il dottor Catania, che per la sua competenza puo’ ridare ruolo e credibilita’ alla rappresentanza italiana che, con 4 ministri in 3 anni e mezzo, non e’ stata in grado di negoziare a partire dal vero problema: versiamo il 14% del bilancio UE e ne riceviamo il 10 per un saldo negativo di 5mld di euro. Il mondo agricolo, dalle confederazioni alla cooperazione fino ai lavoratori dipendenti, ha risposto con responsabilita’ convergendo in intenti ed atti, come il documento congiunto proprio sulla PAC”. Cosi’ il presidente della COPAGRI, Franco Verrascina, concludendo i lavori del seminario sulla riforma della PAC promosso oggi a Cagliari dalla COPAGRI Sardegna. Verrascina ha poi affrontato alcuni punti fondamentali della “proposta Ciolos”.
“Il criterio di distribuzione degli aiuti legato alla sola superficie – ha detto – portera’ vantaggi alla sola rendita fondiaria, cosi’ come un greening a tutto vantaggio del Nord Europa, ancora della rendita e non della produzione. Occorre, poi, concentrare l’attenzione sulla gestione dei mercati e attivare una rete di sicurezza contro le crisi e la volatilita’ dei prezzi. Non di meno e’ necessario rafforzare l’aggregazione del prodotto e l’organizzazione delle filiere. Vi sono, inoltre, i giovani, che devono essere una priorita’ delle future scelte politiche, intensificando gli impegni su avviamento, riconversione e sviluppo dell’impresa. E’ fondamentale altresi’ destinare le risorse a chi vive di agricoltura ed evitare che se ne approprino entita’ che fanno capo a banche, assicurazioni e professionisti che nulla hanno a che fare con l’agricoltura. La nostra missione e’ la professionalizzazione delle aziende ed il giusto riconoscimento alla produzione, senza tralasciare il ruolo fondamentale dei piccoli agricoltori. Sulla redistribuzione nazionale o regionale – ha concluso Verrascina – occorrono decisioni ponderate ed oculate, sapendo che da tali decisioni dipendera’ il futuro agricolo delle aziende agricole italiane”. (AGI)

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