Panificatori in protesta per il contratto scaduto


Sfornano ogni anno 3,2 tonnellate tra panini e file di pane, per un giro d’affari di 7 miliardi di euro. Sono i fornai e i panificatori – settore che conta 25 mila imprese per circa 100 mila occupati – il cui contratto di lavoro è scaduto da 11 mesi. E’ quanto denunciano in una nota da Fai, Flai e Uila chiedendo alle associazioni imprenditoriali Assipan-Confcommercio, Federpanificatori e Fiesa-Confesercenti di “garantire un adeguamento salariale per recuperare un minimo di potere d’acquisto delle retribuzioni”. La richiesta, spiegano, verrà portata “nelle principali piazze italiane, per denunciare e rendere consapevoli i consumatori che il pane si produce grazie alla professionalità e competenza delle lavoratrici e dei lavoratori, che hanno legittima necessità di lavorare e vivere con un contratto rinnovato con dignità, compresa un’equa e giusta retribuzione”. Il settore del pane e dei cereali, ricordano, rappresenta il 17% dei consumi alimentari, il 3,2% della spesa collettiva delle famiglie, 78 euro mensili tra pane, riso, farine, biscotti, pasta, cereali. Il 90% della produzione proviene da forni a carattere artigianale e nove famiglie su 10 acquistano pane fresco quotidianamente, soprattutto presso i panifici (72,2%).

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