Parchi: ambientalisti in piazza, ma il 2010 è salvo

La natura italiana e’ a rischio: il patrimonio di biodiversita’ di cui l’Italia e’ custode potrebbe essere ‘chiuso’ per mancanza di risorse. Questo il pericolo denunciato dai Verdi scesi in piazza del Pantheon a Roma, insieme con alcuni ambientalisti. Non si chiude, pero’, subito: il 2010 e’ salvo. Ci sono, infatti, 54 milioni di euro dietro l’angolo che il ministero dell’Ambiente ha ripartito ai parchi nazionali. Piano che ha ricevuto il via libera dalla Commissione Ambiente del Senato che, nel parere, non nasconde la ”preoccupazione” per il 2011. La lotta ora si sposta proprio alle risorse per il prossimo anno, per le quali rimane il taglio del 50% deciso con la manovra e sulle quali il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha preso l’impegno di ripristinare con la Finanziaria di fine anno. Secondo Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, i parchi nazionali vanno ormai verso la chiusura con danni per oltre 2 miliardi di euro di indotto economico e il rischio di perdita 85.000 posti di lavoro. ”Questa manovra – dice Bonelli – e’ una tragedia per i parchi nazionali. Il governo non poteva fare di peggio nell’anno internazionale per la biodiversita”’. Tutto questo, osserva il presidente dei Verdi, non puo’ che portare alla ”privatizzazione” dei parchi e di conseguenza alla ”speculazione”. E’ per questo e’ stata inviata una lettera di denuncia al commissario Ue per l’Ambiente in cui si spiega che ”l’Italia viene meno ai suoi impegni sulla protezione della natura”. Inoltre, con il taglio delle risorse, il rischio e’ di perdere ”i piani anti-incendi che non riuscira’ piu’ a fare nessuno”. Manovra o no, le risorse per il 2010 sono salve: circa 54 milioni di euro che nel 2011, con il taglio del 50% previsto nella manovra per i contributi ordinari degli Enti pubblici (in cui rientrano anche gli Enti parco), potrebbero diventare circa 30. Una cifra che secondo il ministero dell’Ambiente, non bastera’ comunque. Allora, ecco l’impegno del ministro Prestigiacomo per il loro ripristino nella Finanziaria. Una soluzione che il presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, sostiene accogliendo con favore l’aumento di 4 milioni di euro di fondi per questo 2010 (da 50 a 54 milioni circa). Per il presidente del parco nazionale del Circeo, Gaetano Benedetto, ”i conti sono drammatici” e il taglio di risorse e’ ”un errore cui bisogna porre rimedio altrimenti mancheranno i fondi anche per le spese ordinarie”. Secondo Fulvio Mamone Capria, vicepresidente della Lipu, ”dal prossimo anno verranno a mancare ben 24 milioni di euro” senza ”neanche i soldi per gli stipendi del personale”. Secondo alcune stime, per esempio, lo stanziamento di circa 4,5 milioni al parco nazionale del Pollino con il taglio si aggirerebbe intorno a 2,2-2,3 milioni per il 2011: calcolando che il Piano anti-incendi impiega circa 800.000 euro all’anno, che la stessa cifra va via in spese correnti (tra cui gli stipendi) e che i danni da fauna si aggirano sui 500 milioni, il parco rimane gia’ a meta’ anno senza fondi. Simile la situazione al parco nazionale del Circeo: circa 600.000 euro di cui 300.000 euro per il personale, 50.000 per la sorveglianza (i rimborsi al Corpo forestale dello Stato), il 10% del totale in spese per il funzionamento degli organi dell’ente, e il resto in bollette, spese correnti e gestione. Un sistema, quello dei parchi, che in due anni, sottolinea l’ ex ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, attuale presidente della Fondazione Univerde, ha subito un taglio dai 68 milioni di euro nel 2008 ai 54 di quest’anno. (ANSA).

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