Parmalat, approvato Dl contro le scalate. Cia e Copagri: bene ma è tardi


”Si chiudono le stalle dopo che i buoi sono scappati. Ma meglio tardi che mai”. Cosi’ il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta il decreto legge anti-Opa approvato oggi. ”Non sappiamo se questo provvedimento del governo potra’ rimettere in gioco la vicenda Parmalat alle prese con la scalata dei francesi di Lactalis. Era, tuttavia, indispensabile – aggiunge Politi – intervenire. E questo vale in particolare per il settore agroalimentare, dove ormai si parla sempre meno italiano”. ”La nostra posizione sul caso Parmalat non e’ legata a logiche protezionistiche, ma solo all’esigenza – continua il presidente della Cia – di tutelare e valorizzare l’agroalimentare ‘made in Italy’ e, quindi, i nostri produttori agricoli che devono avere le opportune certezze, specialmente in un momento in cui le difficolta’ crescono e rendono complicata l’attivita’ imprenditoriale”. ”Il nostro auspicio e’ che la Parmalat, dopo un faticoso risanamento, possa restare in mani italiane. Vediamo se il decreto e’ in grado di produrre frutti positivi. In questo modo – conclude Politi – si possono dare reali garanzie ai nostri allevatori che hanno rapporti contrattuali con il gruppo di Collecchio, specie in una fase congiunturale in cui le imprese zootecniche fanno i conti con complessi problemi, a cominciare da onerosi costi produttivi e da prezzi non certo remunerativi”.
”Un atto dovuto in considerazione delle molteplici acquisizioni di gruppi industriali italiani impegnati in settori strategici da parte di aziende estere”. Commenta cosi’ il presidente della Copagri, Franco Verrascina, il decreto legge antiscalate approvato oggi in Consiglio dei ministri che proroga le convocazioni delle assemblee societarie, riguardando anche il caso Parmalat. ”La misura arriva in extremis, quando gia’ numerose perdite si sono consumate nell’industria italiana e potrebbe essere ostacolata da Bruxelles”, sottolinea l’organizzazione, secondo cui occorre che il Governo insista, facendo della soluzione italiana una questione di vitale importanza. Per Copagri occorre, inoltre, ”che le istituzioni siano coerenti con il provvedimento di oggi, poiche’ le sue stesse motivazioni sottolineano l’assenza nel nostro Paese di attenzione per l’agricoltura e l’agroalimentare; e questo a partire da un’organica politica agraria nazionale, in grado di rispondere alle esigenze del settore e di valorizzarne le potenzialita’ economiche e sociali”.(ANSA).

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