Parmalat: Lactalis rastrella 11% e offre alleanza


Mossa a sorpresa di Lactalis per conquistare Parmalat. La multinazionale francese del latte e dei formaggi ha comunicato di detenere nel capitale del gruppo di Collecchio una partecipazione dell’11,4%, molto probabilmente destinata ad aumentare, e di candidarsi ufficialmente a diventare l”’azionista industriale di riferimento” della societa’, per il cui cda presentera’ anche una propria lista di candidati. Un annuncio ‘bomba’, arrivato poco dopo che il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, si era detto ”molto favorevole” all’ipotesi di una cordata italiana – da coagulare attorno a Intesa Sanpaolo – per Parmalat. La societa’ risanata da Enrico Bondi era infatti gia’ finita nel mirino di tre fondi esteri che avevano vincolato in un patto il 15,3% del capitale proprio per assumerne la guida. Lactalis, terzo produttore mondiale di latticini e primo di formaggi, ha comunicato di detenere una partecipazione diretta in Parmalat del 7,28% e di aver stipulato un ‘equity swap’ avente ad oggetto una partecipazione potenziale fino al 7% del capitale, in relazione al quale sono state acquistate azioni pari al 4,14% del capitale. Il contratto prevede che alla scadenza, il 2 aprile del 2012, le azioni siano acquistate da Lactalis. Ma l’equity swap puo’ essere chiuso anticipatamente in ogni momento con l’acquisto dei titoli. ”Lactalis potrebbe ulteriormente incrementare la propria partecipazione in Parmalat – affermano i francesi – ma non intende raggiungere una partecipazione rilevante ai fini della disciplina dell’offerta pubblica di acquisto obbligatoria”. Tradotto significa che il gruppo transalpino potrebbe salire fino al 29,9% del capitale di Parmalat, limite oltre il quale scatta l’obbligo di opa. Il colpo di teatro spiega i volumi eccezionali del titolo Parmalat in Borsa negli ultimi tre giorni, quando e’ stato scambiato il 20% del capitale (il 10% solo oggi), a causa dei rastrellamenti di Lactalis. Volumi che hanno spinto il titolo a guadagnare in borsa fino al 10% nella seduta di oggi per poi ripiegare sul finale (+0,81% a 2,5 euro). Lactalis propone a Parmalat ”un progetto industriale di lungo periodo” in cui si offre come ”azionista industriale di riferimento” salvaguardandone pero’ ”l’integrita”’ e ”le risorse manageriali”. I francesi promettono di ”contribuire all’espansione di Parmalat e dei suoi marchi”, non solo in Italia, ”anche attraverso acquisizioni strategiche” e di mettere a disposizione la loro ”capillare presenza” a livello mondiale (sono 148 i mercati presidiati). E sottolineano una complementarita’ sia a livello geografico che a livello di prodotti che ”consentirebbe ai due gruppi, entrambi leader nel settore alimentare, di offrire una gamma completa di prodotti”. Ora si trattera’ di capire come reagiranno gli altri protagonisti della partita, incluso il governo italiano che guarda con preoccupazione all’attivismo francese sulle aziende italiane (Lvmh ha acquistato Bulgari mentre e’ stata fermata l’avanzata di Edf su Edison e quella di Groupama su Fonsai). Il governo sponsorizza la nascita di una cordata italiana che si coaguli attorno a Intesa Sanpaolo, titolare di una quota del 2,4%, e che domani presentera’ la sua lista, guidata dall’attuale amministratore delegato di Parmalat, Enrico Bondi. Il progetto e’ stato guardato con favore anche da Granarolo, interessata a un matrimonio con Parmalat, e dalle Coop. Ma sara’ da capire anche l’atteggiamento dei tre fondi esteri Skagen, Mackenzie e Zenit: Lactalis, che con l’equity swap potrebbe salire al 14,3% del capitale, avrebbe ancora spazio per rilevare le quote dei fondi, pari al 15,3% senza sfondare la soglia dell’opa.

Lactalis, la scheda:
Lactalis, fondata in Francia nel 1933 e’ di proprieta’ della famiglia Besnier, ed e’ oggi tra i piu’ grandi produttori e distributori di prodotti lattiero-caseari a livello internazionale, presente in 148 Paesi. In Italia e’ presente da 14 anni con i marchi Galbani, Locatelli, Invernizzi e Cademartori. Con un fatturato di circa 10 miliardi di euro (di cui circa il 50% generato al di fuori della Francia), e’ il terzo produttore mondiale di latticini e il primo nella produzione di formaggi (889.000 tonnellate); il settore caseario costituisce, infatti, il core business del gruppo, e conta il maggior numero di prodotti a denominazione di origine controllata. E’ inoltre il secondo gruppo nella produzione di latte confezionato a livello europeo (1.840.000 tonnellate di latte), secondo nei latticini freschi a livello europeo (731.000 tonnellate) e secondo a livello mondiale per raccolta di latte (9,2 miliardi di litri). Sono oltre 100 i marchi che la rappresentano (Galbani e President, rappresentano circa il 30% del giro d’affari), ha siti produttivi in 24 paesi e oltre 38.000 dipendenti.(ANSA).

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