Parmigiano “equilibrista”

Un equilibrista in cammino su una fune tesa ad altezza vertiginosa tra due grattacieli: il presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Giuseppe Alai, non poteva scegliere immagine più eloquente per descrivere la situazione del comparto e, soprattutto, per sottolineare la stabilità di lungo periodo che va ripristinata all’interno di un settore in cui la produzione continua a crescere anche in questo periodo (+ 6,8% la media dei primi dieci mesi del 2011) più dei consumi, sempre in volo a due cifre in valore sull’estero, ma in flessione in Italia, complice la crisi economica ma anche (e a dirlo è lo stesso presidente del Consorzio) una instabilità dei prezzi che disorienta i consumatori.
E così è quasi un plebiscito (318 voti favorevoli, 9 astenuti e 9 contrari) la votazione a favore delle linee guida dei piani produttivi che l’Ente di tutela Consorzio sottopone all’assemblea dei consorziati: regole che governano, di fatto, gli obiettivi già approvati dall’Assemblea che stabilivano nello 0,8% all’anno la crescita dei volumi della produzione, introducendo anche contributi aggiuntivi – destinati ad azioni sull’export e a premiare la qualità – a carico di quanti superano il plafond.
“Il governo della produzione, che come possibilità è già stata validata dalla Commissione agricoltura del Parlamento Europeo e potrà rientrare nella riforma della Pac – ha detto Alai – è una condizione essenziale per dare stabilità ai redditi dei produttori e per superare anche quelle oscillazioni di prezzo che disorientano i consumatori e possono favorire l’affermazione di prodotti similari provenienti dall’estero”.
E qui, più che le immagini dell’equilibrista e le metafore, la fanno da padrone le cifre: nei primi anni 2000 le quotazioni si attestavano su cifre non troppo dissimili dagli attuali 10,5 euro/kg, che sono stati però riconquistati dopo anni in cui si è scesi anche sotto i 7 euro/kg e per più di quattro anni (dal gennaio 2006 al marzo 2010) si è rimasti sotto i 9 euro/kg. Ecco allora che la stabilità diviene – ha detto Alai – elemento imprescindibile per programmare investimenti, per rafforzare quelle forti azioni sull’export che stanno assicurando grandi risultati e, infine, per rendere più efficaci le azioni che sta assicurando la società commerciale “I4S”, che ha raggiunto l’obiettivo record di 188.000 forme ritirate nell’ambito delle azioni e dei progetti concordati con gli esportatori”.
E proprio sull’export si concentrerà, nel 2011, buona parte degli investimenti del Consorzio, con circa 7 milioni di euro destinati alla comunicazione e ai sostegni alle esportazioni in tanta parte dell’Europa (primi Paesi la Germania, il Regno Unito e la Francia) e del mondo (forti azioni previste negli Usa, in Giappone, in Canada, in Cina e in Russia).
Ma non ci sono solo nuovi Paesi e una gestione ordinata della produzione nel mirino del Consorzio.
Se i piani produttivi , la spinta sull’export e il lavoro della società “I4S” sono gli strumenti per sostenere l’obiettivo della stabilità dei redditi, nel carnet dell’Ente di tutela vi sono anche specifiche azioni per introdurre innovazioni di servizio e linee di espansione che riguardano sia l’internazionalizzazione che i consumi domestici.
Tra le prime, un occhio di riguardo al canale ho.re.ca (hotel, ristoranti, catering, café) e al vending, ovvero a quella distribuzione automatica di alimenti e bevande che registra una progressiva affermazione di confezioni contenenti Parmigiano-Reggiano.
Per i consumi domestici, al di là delle nuove spinte sul consumo del Parmigiano-Reggiano come alimento e non solo come ingrediente, nuovi investimenti sono previsti a favore di prodotti innovativi nei quali il “re dei formaggi” abbia ampio spazio.
Anche per queste azioni – sono state le conclusioni dell’Assemblea – una crescita governata della produzione è una scelta non solo necessaria ma responsabilmente condivisa nell’interesse dei produttori e degli stessi consumatori.

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