Parmigiano Reggiano: bene export e consumi interni in crescita

parmigiano 2Dopo quasi due anni di crisi, con quotazioni all’origine passate da poco più di 9 a meno di 7,60 euro/kg, il mercato del Parmigiano Reggiano mostra qualche segno di ripresa.
“Troppo presto – sottolinea il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai – per parlare di ripresa, ma quel che è certo è che si registra un lieve rialzo delle quotazioni e, soprattutto, una ripresa dei consumi interni ed un ottimo andamento delle esportazioni, che dovrebbero concorrere a sostenere un’inversione di tendenza rispetto ai mesi scorsi”.
Per i prezzi all’origine, nell’ultimo mese la Borsa comprensoriale (che ha sede a Parma) ha registrato un aumento di 10 centesimi/chilo, accompagnato dai primi segnali di riduzione delle scorte.
A questi movimenti si associa un aumento delle esportazioni, a fine agosto, pari al 7,2% per il prodotto in forme o porzionato, con una crescita ancor più rilevante, e pari al 14,7% per il grattugiato.
“In quest’ambito – spiega Alai – il dato più significativo è peraltro rappresentato dal flusso verso gli Stati Uniti, cresciuto di oltre il 20% proprio laddove continuiamo a scontare i più pesanti e negativi effetti della presenza di formaggi che si richiamano al nostro prodotto, sfruttando l’assenza di legislazione a tutela delle Dop che chiediamo sia il fulcro dei negoziati TTIP in corso tra Unione Europea e autorità americane”.
Se il dato dovesse mantenersi anche nel consuntivo di fine anno, il 2015 potrebbe dunque portare gli Usa ad essere il primo mercato di destinazione del Parmigiano Reggiano, che oggi vede nella Germania e nella Francia i Paesi leader nei consumi esteri proprio davanti agli Sati Uniti.
Anche il mercato interno, intanto, appare orientato ad una crescita più consistente rispetto agli ultimi anni.
Nei primi dieci mesi del 2015, e in netta controtendenza rispetto ad un mercato complessivo dei formaggi duri che registra una flessione del 2,9%, il Parmigiano Reggiano ha fatto segnare una crescita delle vendite nella GDO pari al 2,3%, trend che dovrebbe registrare un ulteriore miglioramento in vista delle festività natalizie e di fine anno.
“L’aumento delle vendite – sottolinea il presidente del Consorzio – è stato influenzato anche da iniziative promozionali fondate su prezzi bassi, ma trattandosi di azioni piuttosto circoscritte nel territorio è evidente che siamo di fronte ad un andamento generale positivo per i consumi”.
“Veniamo da alcuni anni di squilibrio produttivo, segnati da un eccesso di offerta che ha inciso pesantemente sulle quotazioni, ma ora – aggiunge Alai – proprio il buon andamento dei consumi e il progressivo calo delle scorte dovrebbe consentire qualche movimento più vivace e più consistente rispetto a quanto accaduto nell’ultimo mese, ricreando condizioni di redditività per i produttori”.
“Le campagne di comunicazione che abbiamo avviato in queste settimane e la promozione delle vendite che verrà effettuata in tanta parte della distribuzione moderna – osserva il direttore del Consorzio, Riccardo Deserti – assicurano buone condizioni a sostegno dei consumi”.
“Nel frattempo – conclude Deserti – è molto positivo il fatto che continuino ad aumentare le vendite dirette in caseificio e quelle legate al canale on line, che sul sito del Consorzio registra movimenti in progressiva e significativa crescita”.

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