Parmigiano Reggiano: piani produttivi e disciplinare

Ancora non c’è allarme, ma non dobbiamo nascondere le preoccupazioni che nascono a fronte dell’andamento della produzione e delle giacenze di Parmigiano Reggiano. Così Mauro Alessandri della presidenza provinciale Cia e responsabile del settore latte ha in-trodotto l’assemblea pubblica che la stessa Cia ha tenuto alla Cantina Albinea-Canali sul nuovo disciplinare produttivo del Parmigiano-Reggiano, con la partecipazione di Simona Pigoni (direttore del Dipartimento Controllo del P-R, che ha illustrato in modo particola-reggiato le novità contenute nel disciplinare del Re dei formaggi, entrato in vigore il 29 agosto scorso), Giuseppe Alai (presidente del Consorzio di tutela), Roberta Rivi (Asses-sore provinciale all’Agricoltura) e che è stato concluso dal presidente Cia Ivan Bertolini.”E’ indubbio che preoccupa l’aumento di produzione -ha aggiunto Alessandri-, ci salva ancora l’andamento delle esportazioni, quindi i ritiri di formaggio che la società ‘I4S’ creata dal Consorzio sta attuando, ma il complesso dei dati produzione-giacenze non lasciano tranquilli sul futuro”. “Il nuovo disciplinare produttivo -ritiene Alessandri- è un passo formidabile per garanti-re ulteriormente i consumatori, ma assai marginalmente può incidere sui quantitativi, il cui governo è principalmente affidato proprio ai piani produttivi, perchè le stesse azioni di riti-ro per l’export servono a dare più valore al prodotto, ma non possono compensare un in-cremento produttivo che continuasse ad essere in distonia con il mercato”. Concetti ribaditi anche dalle conclusioni di Ivan Bertolini, che ha sottolineato la necessi-tà di un’applicazione rigida del nuovo disciplinare e l’importanza dei ritiri da parte del Con-sorzio per far risalire i valori di mercato del formaggio; ora per evitare scossoni, il Piano produttivo può aiutare; un altro aiuto ad operare nella giusta direzione può ancora venire dall’Europa, con l’approvazione del ‘Pacchetto Latte’ e del ‘Pacchetto Qualità’ all’interno dei quali si annunciano misure che favoriscono l’autogoverno dei produttori.Alai ha affrontato soprattutto i problemi del mercato, sottolineando l’esigenza di un lavoro comune dei produttori in tale direzione, dove il piano produttivo rappresenta l’unica ancora di salvezza”.

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