Pasqua: molti agnelli sono arrivati dall’Est

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Neppure la tradizione dell’agnello pasquale ha vinto la crisi: anzi la concorrenza estera, con prodotti a minor prezzo, si è imposta sulle tavole degli italiani, mettendo ancora piu’ in difficolta’ gli allevatori locali. La denuncia viene da Confagricoltura, secondo cui si è registrato un “forte calo” della domanda di agnello. “Le aziende ovicaprine – informa Confagricoltura – hanno avuto una sensibile riduzione degli ordini anche del 40%, con la GDO che ha gia’ previsto offerte speciali per questo tipo di carni. E le quotazioni all’origine sono diminuite sensibilmente attestandosi, per l’agnello sardo a peso vivo al di sotto di 5 euro/kg. Il settore si e’ visto ridurre considerevolmente gli ordini, da un lato per un aumento delle importazioni di agnelloni da Ungheria, Macedonia, Spagna ma anche e soprattutto per un forte calo delle richieste dei consumatori”.
Abbastanza stabili i consumi di uova, con un aumento anche del 20% nella settimana di Pasqua – fa presente Confagricoltura – ma molto meno degli anni scorsi. Le quotazioni all’origine sono di circa 80 centesimi/confezione di 6 uova. In diminuzione, nel periodo pasquale, del 4-5% le vendite delle carni avicole, con prezzi al produttore, per animale vivo, di circa 1,20 euro/kg. “Indubbiamente – osserva l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – le uova e il pollo sono prodotti a buon mercato, duttili in cucina, su cui si stanno orientando maggiormente le scelte dei consumatori nel periodo pasquale, attenti alla qualita’ ma soprattutto al risparmio. Preoccupano pero’ i risultati insoddisfacenti della zootecnia nel suo complesso, in particolare del settore suinicolo con un calo degli ordini del 20-30%, nonostante i prezzi all’origine siano bassi (1,40 euro/kg per animale vivo)”. (AGI)

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