Pasqua nel mondo a tavola

Una particolarità della Pasqua italiana risiede anche nella sua cucina. Tutte le regioni italiane si preparano, infatti, ai festeggiamenti con piatti tipici legati ad antichi rituali o simboliche rappresentazioni. L’agnello, per esempio, rappresenta per i cristiani il corpo innocente di Gesù crocifisso. La tradizione di cibarsene proviene quasi certamente dalla cultura ebraica, dove esso viene consumato per otto giorni, dopo aver cosparso del suo sangue gli stipiti delle porte, in ricordo dell’episodio delle Antiche Scritture. Sulla tavola pasquale si ritrovano cibi caratteristici della tradizione agreste: le spighe del grano tramutate in pane (esso ha un significato votivo, nel ricordo della discendenza dal sovrannaturale, prodigio della germinazione del grano, ricordo del pane azzimo); le erbe, quasi sempre in forma di torte rustiche (la più celebre la torta pasqualina, che proviene da Genova); le uova, che hanno origini diverse, a metà tra il sacro e il profano. La tradizione vuole che la mattina del giorno di Pasqua si mangi la pizza salata ha la forma di un panettone dall’impasto salato, arricchito da pecorino fresco a cubetti, pecorino stagionato grattugiato, uova e olio di oliva. La pizza si accompagna, solitamente, al salame di Norcia ed alle uova sode. Tra i dolci, sicuramente i più classici sono la colomba pasquale, la pastiera napoletana e la pizza dolce. Si racconta che alla metà del sesto secolo Alboino, re dei Longobardi, durante l’assedio della città di Pavia, ricevette un pane lievitato dalla forma di colomba. La colomba era un segno di pace; da allora, questo dolce fatto di semplici ingredienti come uova, farina e lievito, fu arricchito con burro, zucchero e canditi ed entrò nella tradizione pasquale. Sulla classica pastiera si racconta, invece, che le mogli di alcuni pescatori lasciassero ceste con ricotta, frutta candita, grano, uova e fiori d’arancio sulla spiaggia, affinché il mare riportasse a casa i mariti. Al mattino, le donne trovarono i pescatori e videro che le onde avevano mischiato gli ingredienti e creato la torta pastiera. Gli ingredienti di questo dolce conservano una forte valenza simbolica. La ricotta, addolcita dallo zucchero, trasfigura le offerte votive di latte e miele, tipiche delle prime cerimonie cristiane. Il grano è augurio di ricchezza e fecondità. Le uova simboleggiano la vita nascente. L’acqua di fiori d’arancio annuncia la primavera. La pizza dolce di Pasqua veniva tradizionalmente consumata al mattino della domenica. Poiché, infatti, impiegava due giorni di lievitazione, se ne faceva l’impasto il venerdì santo, si lavorava nuovamente il giorno seguente per poi cuocerla la sera e farla trovare pronta la mattina.
Ma le tradizioni culinarie hanno particolarita’ praticamente in ogni paese.
Nel Regno Unito, una delle cerimonie più vive è quella del Giovedì Santo, giorno dedicato all’attività caritativa e si svolge secondo un rituale tradizionale. A Londra, l’uso del Royal Maundy Gifts, è ricordato nell’abazia di Westminster dove vengono donate ai poveri borse di denaro. Le borse, vengono distribuite dal sovrano su di un vassoio d’argento, dopo la cerimonia religiosa. Il Venerdì Santo vive ancora l’usanza degli hot-cross buns dolci, di antichissima tradizione, che un tempo si usavano mangiare come protezione contro il fuoco. Nel pub di Londra chiamato “Il Figlio della Vedova” si conservano quasi duecento esemplari di questi dolci, secondo quanto descritto da una leggenda: “una vedova che attendeva il figlio marinaio disperso in mare non volle mai disperare e continuò ogni anno a cuocergli gli hot-cross buns. Questi dolcetti sono delle brioches fatte con la cannella e uvetta sulla cui superficie vi è una croce di glassa, a ricordare la passione di Cristo. Un’usanza curiosa è quella di far rotolare le uova colorate su di un prato o lungo una strada, fino a quando tutti i gusci non siano stati spezzati; questo avviene a Preston, dove le uova rotolano su un pendio erboso. Un’altra tradizione divertente è quella di contendersi le uova e le torte con battaglie, combattute principalmente da ragazzi.
Spostandoci in Spagna, in Catalogna, è tradizione mangiare una torta pasquale, chiamata Mona, decorata con uova di cioccolato, piume e una piccola figura di cioccolato che rappresenti o un personaggio noto ai bambini o uno proveniente dal mondo delle fiabe. Questo dolce viene tradizionalmente dato al proprio figlioccio dal padrino.
In Portogallo alla fine del digiuno di Quaresima, la tavola si riempie di manicaretti. Proprio per questo, non perdete l’opportunità di provare le specialità come il capretto arrosto, lo stufato di agnello, le polpette, le “Arrufadas”, le uova di cioccolato e le mandorle di vari colori…giusto dei consigli per mettere appetito.
In Grecia dopo giorni di rigoroso digiuno, si pranza con la “soupa mayeritsa” accompagnata da riso alla greca, con le uova colorate di rosso, con il pane pasquale e la tipica “Maghiritsa”, una zuppa fatta con le interiore dell’agnello.
In Olanda una delle specilità culinarie di questo periodo è il “Paasbrod”, un buonissimo pane dolce pieno di uvetta.
In Danimarca durante la Pasqua è tradizione addobbare la casa e la tavola con fiori e decorazioni di colore giallo. Per questo i danesi chiamano i narcisi “Fiori di Pasqua”.
In Russia la mattina del giorno di Pasqua la famiglia Russa si reca sulla tomba di un parente e lì consuma un picnic. Alla sera si fa un banchetto con diversi tipi di carne, pesce e funghi, dove non manca il “Pabcha”, un piatto sostanzioso a base di quark e il panettone pasquale chiamato “Kulitch” accompagnato dalla ricotta dolce.
Durante gli otto giorni della Pasqua ebraica sono banditi i cibi lievitati e per questo si mangia esclusivamente il pane azzimo. La tavola, durante la festa, è ricca di cibi simbolici: le erbe amare che ricordano la sofferenza del popolo ebraico, il pane azzimo, l’agnello arrostito intero, le erbe rosse, un uovo che simboleggia il lutto e la salsa charoseth, usata dagli schiavi ebrei in Egitto. La Seder di Pesach è una cena particolare che si consuma seguendo un ordine rituale ben preciso nelle prime due sere della festa di Pesach

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