Pasqua: spopola il menu di pesce per gusto e tradizione

brodetto4Con la Quaresima aumentano tra il 15-20% i consumi di prodotti ittici degli italiani che raddoppieranno nel fine settimana di Pasqua. Ma c’è chi lo mangia per rispettare la tradizione e chi invece solo per passione. È quanto stima la Federcoopesca-Confcooperative che ha condotto un sondaggio online dal quale emerge che il menu a base di pesce, per il 75% degli italiani, è dettato da una motivazione religiosa che risulta essere più forte al sud (75%), tra le donne (82%) e gli over 60 (80%), per scendere invece sotto la media nelle famiglie con bambini in età scolare, dove è più complicato rispettare i dettami della Quaresima, ma anche per chi deve mangiare fuori casa. A mangiare pesce in questo periodo solo per piacere, invece, è un italiano su quattro (25%), complice anche la maggiore offerta dettata dalla stagionalità che caratterizzerà questa Pasqua bassa, che spazia tra acciuga, alice, seppie, cefalo muggine, cernia, dentice, nasello, sardina, sgombro, sogliola e triglia, gamberetto rosa, granchio, mazzancolla, panocchia, pesce di San Pietro, rana pescatrice, razza, ricciola, rombo, sarago, scampo, scorfano, seppia e vongola verace. Quanto alla spesa, nonostante la ripresa dei mercati e l’aumento della domanda registrati in questi giorni, non sarà più alta rispetto alla scorso anno, anche se si registra una lieve crescita dei listini in prossimità di Pasqua. Per chi vuole contenere i costi per un menu a base di pesce, disco verde per spigole e orate di allevamento, seppie, polpi e vongole, che si trovano sui mercati sotto i 15 euro al chilo. Per i menu anti spreco, l’ideale è l’insalata di mare, con polpo, totani, seppie, calamari e moscardini da mangiare il Venerdì Santo ma anche a Pasquetta.

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