Pasta: una passione senza confini

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La passione per la pasta è sempre più su scala globale. E se gli italiani perdono l’esclusiva sull’appellativo di “mangiaspaghetti”, ci guadagnano come Paese produttore. Sono circa 12 miliardi infatti i piatti creati in tutto il mondo con la pasta prodotta nel nostro Paese. E nei primi sei mesi del 2013 alla voce “maccaroni & C.” si è registrata una crescita delle esportazioni del 7%, portando sulle tavole dell’intero globo quasi 952 mila tonnellate di pasta made in Italy, sottolinea Aidepi (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane), alla vigilia della Giornata Mondiale della Pasta. Nel 2012 sono state esportate 1.802.750 tonnellate di pasta italiana con un incremento dell’1,8% sul 2011; mentre a valore l’export ha portato alle aziende produttrici nazionali 1,9 miliardi di euro, con un incremento del 6,8%. I mercati più importanti vedono al primo posto la Germania, che ha aumentato del 3,9% in volume le importazione di pasta italiana (in valore +7,3%), seguita dalla Francia, con acquisti stabili a volume ma in aumento a valore (+4,9%) e Regno Unito (+5,6% in valore). Interessante anche il mercato dell’Ucraina che si è dimostrato notevolmente vivace (+34,9% in volume e +32,9% in valore). Fuori dal vecchio continente, ancora al primo posto le esportazioni negli Stati Uniti, che hanno segnato un incremento del 2,5% in volume (circa ton. 137.500) e del 13% in valore (175,3 milioni di euro). In chiave prospettica i Paesi più interessanti sono Giappone (+4,7% in volume e +10% in valore) e Cina (+42% in volume e +49,3% in valore), dove la cultura del cibo italiano si sta diffondendo in modo graduale ma continuo, e poi la Russia (+13% a volume e +20,5% a valore). Di particolare rilievo anche l’incremento dimostrato dall’India (+20,6% in volume e +22,8% in valore). In Italia “i consumi di pasta, in controcorrente con il resto dei consumi alimentari nazionali, sono rimasti sostanzialmente stabili” sottolinea il presidente dei Pastai di Aidepi Riccardo Felicetti, con la produzione nazionale che nel 2012 si è mantenuta sostanzialmente stabile, con 3.326.750 tonnellate di prodotto, +0,5% rispetto al 2011, per un valore di oltre 4,6 miliardi di euro. Mentre nel mondo sono state prodotte 13,5 milioni di tonnellate di pasta alimentare nel 2012. Tre delle principali ragioni del successo globale della pasta, sottolineano i promotori del convegno domani a Istanbul in Turchia, sono il gusto, le proprietà nutrizionali, e il suo essere amica dell’ambiente, fin dal packaging che sia in cartone che in plastica, il confezionamento della pasta permette un recupero al 100% dei materiali d’imballaggio. Non solo, l’impronta ecologica di una porzione di pasta di 80 gr. è minima (pari a 1 m² globale). Mangiare un piatto di pasta significa scegliere un alimento prodotto nel rispetto dell’ambiente. E all’estero sono sempre più i consumatori che fanno scelte d’acquisto secondo i valori etici che sottostanno al prodotto. Inoltre, la pasta, ma soltanto se cotta al dente, è un ottimo alleato per tenere sotto controllo la glicemia, e ha un apporto calorico contenuto; se condita semplicemente una porzione di 80 grammi di pasta asciutta non fornisce più di 400 kcal.

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