Pasticceri a convegno a Parma, il mercato ne chiede 3500


Se fino a cinque anni fa mancavano del tutto i maestri pasticceri in Italia, in questo lasso di tempo si è colmata questa richiesta ma, ad oggi, non trovano risposta gli esercizi che richiedono maestri dell’arte bianca specializzati. Secondo Iginio Massari, Relais Dessert e fondatore dell’Ampi (Accademia Maestri Pasticceri Italiani) c’è una richiesta di 3.500 pasticceri di alto profilo, da parte di laboratori e medi esercizi e 2.000 mila richieste da alberghi a quattro e cinqne stelle oltre che da ristoranti. “E’ una professionalità – ha detto Massari, bresciano, conosciuto anche all’estero – che prevede almeno sette anni di impegno dopo la frequentazione degli Istituti alberghieri, tra scuole di specializzazione, stage dai grandi maestri. Un impegno dove tecnica e creatività devono andare di pari passo ma che alla fine dà un’occupazione di prestigio sia professionale che economica, visto che i compensi si attestano intorno ai 3.500 euro”. Un appello a chi cerca nuovi sbocchi su un filone, quello dell’alta qualità della professionalità, di cui l’Italia vanta molti primati e che potrebbe essere una delle strade da percorrere per risollevarsi dalla crisi, ha osservato. In Italia ci sono 13mila pasticcerie, con 70mila dipendenti, 37mila panetterie, di cui 24 mila anche pasticcerie, 3.000 alberghi cercano pasticceri stagionali. Il top della pasticceria italiana, con maestri come Gino Fabbri, Paolo Sacchetti, Sal De Riso, Pasquale Marigliano, Fabrizio Camplone, Massari e tanti altri, si riunirà a Parma da lunedì a mercoledì per l’annuale Simposio pubblico, il 18° siamo al XVIII,tenuto di volta in volta in una città differente. Per questa edizione i magnifici 52 maestri, provenienti da tutta Italia, interpreteranno la musica lirica nella cornice del Teatro Regio a Parma.

2 Commenti in “Pasticceri a convegno a Parma, il mercato ne chiede 3500”

  • mariella scritto il 4 novembre 2011 pmvenerdìFridayEurope/Rome 16:04

    Se una persona è valida, se ha capacità artistiche e se è un buon “pasticcere”, ma non ha un titolo di studio appropriato che fa? resta  con le mani in pasta ed esulta guardando gli amici ed i conoscenti  leccarsi i baffi?Non potrebbe avere una speranza, magari facendo un corso o degli aggiornamenti, per potere trovare un lavoro come pasticcere?C’è crisi, il settore ha bisogno…noi abbiamo bisogno…..ci si può venire incontro.Spero di ricevere una risposta.Grazie.

  • mariella scritto il 4 novembre 2011 pmvenerdìFridayEurope/Rome 16:07

    Aspetto con ansia

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