Patate: al via in E-R il nuovo contratto quadro per promuovere i consumi


Promuovere il consumo di patate dell’Emilia-Romagna, garantendo ai consumatori un prodotto di sicura provenienza, certificato e di elevata qualità e ai produttori un adeguato ritorno economico.
E’ questo l’obiettivo del nuovo “Contratto quadro di filiera per la patata da consumo fresco 2010-2012” che viene firmato oggi a Bologna, presso la sede della Regione.
L’Emilia-Romagna con circa 6 mila 500 ettari coltivati e una produzione 2009 di circa 225 mila tonnellate, concentrata per oltre la metà in provincia di Bologna, è uno dei principali produttori di patate a livello nazionale. Un polo di eccellenza dunque, come confermano anche la presenza sempre a Bologna della Borsa Patate, del Consorzio delle Buone Idee detentore del marchio “Selenella” e del Consorzio per la patata di Bologna DOP.
L’accordo per la patata da consumo fresco, che fa seguito a quello relativo al triennio 2007-2009, conferma l’impegno della Regione Emilia-Romagna nel promuovere accordi di filiera per sostenere la produzione e la commercializzazione di prodotti emiliano-romagnoli: dopo gli accordi quadro con la Barilla per la fornitura di grano duro emiliano romagnolo, nel luglio scorso è stato firmato anche un accordo tra produttori di grano tenero e panificatori per la produzione e la vendita di pane artigianale a marchio “Qualità controllata”.

Cosa prevede il contratto
L’accordo per la patata 2010-2012, che per l’importanza della produzione emilia-romagnola, è destinato ad estendere i suoi effetti su tutta la produzione del centro-nord, prevede la sottoscrizione di un vero e proprio contratto tra produttori e commercianti acquirenti per la cessione di circa 100 mila tonnellate di prodotto, pari a circa il 45% della produzione regionale, ad un prezzo fissato dalla Borsa Patate di Bologna. Per le organizzazioni dei produttori i firmatari sono le associazioni Appe, Assopa e le principali cooperative del settore, per i commercianti Fruitimprese e Ascom.
L’accordo fissa le caratteristiche qualitative del prodotto che dovranno essere conformi a quanto previsto dal disciplinare regionale di produzione integrata “Qualità controllata”, le modalità di definizione del prezzo, di cessione del prodotto, sia in natura sia confezionato, e di pagamento, oltre alla costituzione di un fondo di esercizio privato interprofessionale che dovrà promuovere azioni di promozione e diffusione anche sui mercati esteri della patata emiliano-romagnola. Attraverso la programmazione degli stoccaggi, della conservazione, della lavorazione, del confezionamento e delle successive vendite, il contratto permette anche di limitare al massimo eventuali squilibri di prezzo.
Il contratto conferma infine il regolamento di funzionamento delle Borsa Patate di Bologna, promossa e coordinata dal CePa, oltre a dare maggior rilevanza al supporto tecnico fornito dal Comitato Agronomico.

Il consumo di patate in Italia
Il consumo di patate in Italia si attesta sui 39 Kg/pro capite all’anno con un andamento abbastanza costante, che si traduce nella commercializzazione (per un 70% circa verso la distribuzione organizzata e per un 30% circa verso i canali di vendita tradizionali) di circa 2,2 milioni di tonnellate. La produzione nazionale si aggira su 1,7 – 1,8 milioni di tonnellate e dunque parte del prodotto viene acquistato da paesi comunitari o del bacino del Mediterraneo. Anche se la quota di autosufficienza è abbastanza elevata (circa 80%) si sono verificate tensioni di mercato e fenomeni di “imitazione” rispetto alle patate prodotte nel nostro territorio. Il nuovo “Contratto quadro di filiera” rappresenta dunque anche una garanzia per il consumatore e uno strumento per valorizzare la produzione e il territorio emiliano-romagnolo, poiché pone le basi per rendere disponibili sul mercato locale patate con caratteristiche qualitative di alto livello, completamente tracciate e certificate, prodotte con metodi di coltivazione integrata.

Il PSR finanzia un progetto della filiera della patata dal valore di 8 milione di euro
Il contratto che viene sottoscritto oggi è solo uno degli interventi previsti per rafforzare l’alleanza tra i diversi soggetti della filiera e fare dell’Emilia-Romagna un polo di primo piano nella produzione di patate. Va ricordato in particolare il progetto di filiera, approvato di recente nell’ambito del PSR della Regione Emilia-Romagna, che vede coinvolti insieme produttori associati nelle O.P., cooperative e commercianti, per investimenti di quasi 8 milioni di euro a cui corrisponde un contributo ammissibile di quasi 3 milioni.
Il progetto si prefigge, col coordinamento delle O.P. e attraverso investimenti nelle aziende agricole, nelle strutture di stoccaggio e lavorazione e interventi di formazione e consulenza dei produttori, di valorizzare tutte le componenti della filiera per creare le sinergie utili a favorire una maggior competitività del sistema patate.

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