Patate: cala la produzione, aumentano le quotazioni


Quotazioni in netto aumento per le patate italiane grazie al buon livello qualitativo del prodotto, al trend soddisfacente della domanda ed alla generale contrazione dell’offerta registrata in tutti i principali paesi produttori del Nord Europa: lo rivela l’Osservatorio Economico della Patata del Centro di Divulgazione della Patata (Cepa) di Bologna, organismo che ha al suo interno la Borsa Patate di Bologna.
“In seguito all’andamento climatico sfavorevole che ha caratterizzato l’estate e l’autunno 2010 – sottolinea il coordinatore dell’Osservatorio, Augusto Renella – in tutto il Nord Europa si è registrata una contrazione delle rese produttive che ha quindi provocato una conseguente diminuzione dell’offerta di patate comuni. Particolarmente consistente il calo produttivo in Italia, dove si è passati dagli oltre 13.400.000 quintali del 2009 ai circa 12.300.000 quintali del 2010 con una riduzione dell’8,5% (dati Istat): un fenomeno, questo, legato sia alla diminuzione delle rese, che ha interessato soprattutto Emilia Romagna, Friuli e Lazio, sia alla riduzione delle superfici coltivate registrata in Piemonte e Veneto”. “Nonostante questa contrazione generale – dichiara Renella – i volumi complessivi della produzione italiana consentiranno agli operatori del settore di garantire alla propria clientela una fornitura costante di patate di buona qualità per l’intera campagna 2010-2011; questo orientamento emerge chiaramente dalla Borsa Patate di Bologna”.
La produzione di patate ha subito una flessione anche in altri paesi europei. A questo proposito, l’organizzazione francese UBIFRANCE ha diffuso una nota in cui si calcola la produzione di Patata del 2010 dei paesi dell’Unione Europea a 15 (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito) in 40.3 milioni di tonnellate, con una riduzione di 5.1 milioni di tonnellate rispetto al raccolto del 2009.
In alcuni paesi produttori dell’Europa Orientale, come Polonia e Russia, l’andamento meteorologico avverso ha addirittura cancellato l’intero raccolto di importanti aree produttive. Di conseguenza questi paesi, soprattutto la Russia, hanno anticipato le importazioni del prodotto del Nord Europa, in particolare quello proveniente da Belgio e Olanda. In questa prima fase della campagna i consumi si sono comunque mantenuti su livelli soddisfacenti su tutte le piazze europee.
Per quanto riguarda il mercato italiano, le quotazioni risultano in crescita sia nel canale commerciale della distribuzione organizzata che nei principali mercati all’ingrosso.
“Nei prossimi mesi (marzo e aprile) – afferma il coordinatore dell’Osservatorio Economico della Patata – la disponibilità di patate in Europa potrebbe subire un’ulteriore contrazione in seguito ai problemi di conservazione che probabilmente interesseranno il prodotto stoccato in Olanda e in alcune regioni della Germania dove la raccolta nel periodo autunnale si è svolta con condizioni meteorologiche particolarmente sfavorevoli. Di conseguenza le quotazioni del prodotto italiano potranno proseguire il trend di crescita registrato in questa parte della campagna e raggiungere livelli anche molto elevati grazie ad un sostanziale equilibrio della domanda e dell’offerta”.

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