False patate italiane, dieci indagati a Bologna

patate 2Origine Italia: l’etichetta recita così, ma non sempre è vero. Quello del falso made in Italy è un problema noto da tempo e da più parti denunciato, e non sempre a essere spacciati per italiani sono i blasonati Parmigiano o Aceto Balsamico. Capita anche alle più umili patate.
Ora ci sarebbero dieci persone indagate in un’inchiesta della Procura di Bologna sulla commercializzazione di patate. Il pm Manuela Cavallo ipotizza l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa e la vicenda riguarda importanti partite di tuberi con marchio di origine bolognese, mentre una notevole quantità di prodotto arriverebbe da altre zone, anche oltre confine.
Dell’argomento si è occupato un servizio di Report andato in onda ieri sera, ma il tutto sarebbe partito già 7 mesi fa da segnalazioni e sequestri fatti dal comando provinciale della Guardia Forestale.
Da parte degli inquirenti c’è il massimo riserbo: “Acquisiremo la registrazione del servizio, anche se gran parte degli elementi di indagine sono ormai stati acquisiti essendo gli accertamenti in fase assai avanzata”, si è limitato a dire il procuratore aggiunto portavoce, Valter Giovannini, interpellato sul tema. Gli accertamenti sono stati estesi anche ad alcuni circuiti della grande distribuzione. Il giro d’affari sarebbe molto rilevante, trattandosi di verifiche su migliaia di tonnellate di prodotto.
Non è in discussione la commestibilità del prodotto, per i consumatori non c’è alcun rischio, solo la truffa di acquistare un patata convinti che sia stata coltivata in Italia o magari nella pianura bolognese, e invece no arriva da un’altra regione o da oltre confine
Del resto, informa Coldiretti che in difesa del made in Italy ha organizzato più di un presidio, quasi un chilo di patate su tre è importato. L’Italia ne consuma 21 milioni di quintali, ma ne produce solo 15 milioni e ne importa sei milioni di cui il 50% dalla Francia.
“Ciò che denunciamo da anni per numerose produzioni di pregio nazionali trova, purtroppo, ancora una volta conferma anche per un prodotto come la patata – ha commentato il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – e a risentirne in modo particolare è proprio la nostra regione dove vengono prodotti circa 2,2 milioni di quintali di patate per un valore attorno ai 50 milioni di euro, con una punta di eccellenza rappresentata dalla Patata Dop di Bologna, unica in Italia ad avere ottenuto la denominazione d’origine protetta”.
“La truffa della falsa etichettatura -aggiunge Tonello- favorisce i truffatori, che acquistano a prezzi più bassi, ma vendono a prezzi italiani. E’ anche a causa di ciò che nei magazzini bolognesi giacciono 50 mila quintali invenduti”.

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