“Pecora day”: Coldiretti, oltre 7 milioni di capi in Italia e boom domanda formaggi

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Si inverte la tendenza e dopo decenni tornano ad aumentare le pecore in Italia che nel 2016 può contare su un patrimonio 7,2 milioni di capi, quasi 200 mila in più rispetto a cinque anni fa secondo le ultime stime della Commissione europea. È quanto emerge dal dossier elaborato dalla Coldiretti in occasione del Pecora Day, con migliaia di agricoltori con pecore di tutte le razze al seguito al Centro Universitario sportivo all’Aquila, a venti anni dalla prima clonazione animale con la nascita della pecora Dolly. Le pecore dopo essere state a lungo dimenticate stanno vivendo un grande momento di riscossa con uno storico aumento delle greggi e l’arrivo di giovani pastori, proprio perché in Italia – sottolinea la Coldiretti – si è scelta una strada completamente diversa con l’innovazione nel rispetto della tradizione. A sostenere la rinascita è stato – precisa la Coldiretti – il boom della domanda all’estero di formaggi fino alla grande innovazione che ha rivoluzionato la pastorizia con contributi che spaziano dalla cosmetica alla moda, dall’edilizia alla scuola ma anche la manutenzione ambientale, la pet therapy fino a nuovi prodotti, dal gelato al latte di pecora al pecorino senza colesterolo. Per la sua capacità di assorbimento la lana di pecora viene ora utilizzata nelle panne di assorbimento per combattere i disastri ambientali provocati dagli sversamenti in mare e corsi d’acqua di pericolosi inquinanti. Ed è anche una materiale particolarmente efficace – aggiunge Coldiretti – per l’isolamento termico e acustico degli edifici dove garantisce prestazioni eccellenti sia nella protezione dal caldo e dal freddo, regolando il livello di umidità, sia contro i rumori, con un materiale naturale, sano e riciclabile. L’utilizzo della lana di pecora in edilizia – precisa la Coldiretti – si sta diffondendo rapidamente con il commercio di pannelli e materassini isolanti che usano sia una combinazione di lana di pecora e di lana riciclata sia la sola lana di pecora ricavata dalla tosatura. Ma anche il latte di pecora diventa la base per pitture anti-muffa “green”, senza l’uso di acqua. Negli anni – spiega la Coldiretti – si è verificata pero’ anche la riscoperta della lana per il vestiario, con la nascita di atelier di alta moda ‘a chilometro zero’ che puntano tutto sulla naturalità, dalla selezione dei velli direttamente nell’allevamento locale, alla loro filatura in antichi telai, fino all’uso di tinture naturali di piante autoctone per realizzare capi di alta sartoria. Ma si cerca anche di valorizzare i principi attivi del latte di pecora in saponi, crema di latte corpo e shampoo doccia, mentre l’attenzione al benessere ha portato anche alla nascita del primo pecorino anticolesterolo arricchito di omega 3 e Cla (un acido grasso che appartiene al gruppo degli Omega-6). (ANSA)

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