Per i crisantemi prezzi fermi al 2008.

crisantemi Con il calo dei prezzi sui campi dei prodotti agricoli e con essi anche di quelli floricoli, per i crisantemi, fiori fortemente legati alla ricorrenza dei defunti del 2 novembre, non dovrebbero esserci amare sorprese per i consumatori. Le quotazioni dovrebbero rimanere stabili, sugli stessi livelli dell’anno scorso. Bisogna, di conseguenza, fare molta attenzione negli acquisti, evitando tutti coloro che intendono unicamente speculare e far lievitare ad arte i listini. A mettere in guardia contro i soliti furbi è la Cia che evidenzia come in questo particolare periodo dell’anno proprio il crisantemo, in alcuni casi, possa raggiungere al consumo, cifre elevate e non certo rispondenti alla realtà e soprattutto alle quotazioni che si registrano alla produzione e sui mercati floricoli, come quello di Sanremo, che non hanno subito alcuna impennata.
La Cia sottolinea che la produzione nazionale di crisantemi è giunta quest’anno in leggero ritardo per via della siccità e della calura estiva, ma sarà di ottima qualità e non vi saranno grandi difficoltà a rispondere a tutti gli ordini. Sul mercato ci saranno oltre 200 milioni gli steli di crisantemi recisi e in vaso.
Per dare un’idea di quanto sia importante la ricorrenza del 2 novembre, non solo per i crisantemi, ma per tutti i fiori che vengono commercializzati in questa occasione, è sufficiente pensare che il 2 novembre concentra, da solo, il 30 per cento del commercio floricolo totale italiano.
Notizie sicuramente buone arrivano, dunque, dalle quotazioni dei crisantemi che, nonostante la crisi, restano in linea -afferma la Cia- con quelle dello scorso anno: tra 0,65 e 0,74 euro a stelo i prezzi medi all’ingrosso; fa eccezione la varietà Turner, molto pregiata, quotata da 3 a 3,50 euro a stelo.
Secondo le prime stime, la Cia rileva che i consumi di crisantemi dovrebbero risultare simili a quelli dell’anno passato. Stesso trend per altri prodotti floricoli, come le orchidee, i lilium, le ederine.
Ogni anno in Italia si producono più di 600 milioni di steli di crisantemi e circa 10 milioni di vasi. E la loro vendita, per una tradizione che è propria della cultura italiana, è concentrata molto tra la fine di ottobre e la prima decade di novembre quando si arrivano a spendere al consumo tra i 380 e i 420 milioni di euro.
Moltissime sono le varietà coltivate nel nostro Paese per questo fiore che ha origini lontanissime. Era conosciuto addirittura 500 anni prima di Cristo in Cina. Da qui si diffuse in Giappone, dove tutt’oggi è il fiore nazionale. In Europa ha cominciato ad arrivare nel 1700 attraverso i mercanti olandesi; mentre in Italia un deciso impulso alla coltivazione si è avuto nel 1900, soprattutto nel secondo dopoguerra, quando la produzione cominciò a raggiungere livelli di una certa importanza.
Oggi è coltivato in diverse aree del Paese, anche se le regioni di maggior produzione sono la Liguria, la Campania, il Lazio, la Toscana, la Puglia e la Sicilia.

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.