Per il cibo gratis ai poveri 15 paesi a fianco dell’Italia

L’Italia va avanti nel suo impegno di mantenere in vita il programma di solidarietà che da anni permette di distribuire cibo gratis agli indigenti e ha ottenuto il sostegno di 15 partner europei. Gli ultimi dati del Consiglio Ue parlano chiaro: “Sarebbero quasi 80 milioni i cittadini potenzialmente in situazione di poverta”. Il grande sostegno politico ottenuto dall’Italia non è però ancora sufficiente a superare la minoranza di blocco di sei Paesi del Nord Europa che rifiutano di mantenere in vita il programma. Tra questi ci sono i partner più intransigenti sotto il profilo di bilancio Ue: sono Regno Unito e Germania, ma anche Olanda, Svezia, Danimarca, Repubblica Ceca, che considerano la borsa per i poveri un semplice intervento di politica sociale. La tesi è respinta però con forza dal commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos, secondo cui il programma alimentare rientra negli obiettivi della Politica agricola comune, nei sui principi di accesso all’alimentazione ai cittadini e di sicurezza alimentare iscritti nel Trattato Ue”. Concordano con questa visione e con la posizione italiana, Belgio, Bulgaria, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia. “Ora spetta agli Stati membri di assumere le loro responsabilita” – ha detto oggi il commissario Ciolos dopo aver “respinto tutte critiche ingiustificate alla Commissione europea ” per il fatto che è stata costretta a intervenire sul programma riducendo del 77% i fondi Ue per il 2012, che scendono così ad appena 113,48 milioni di euro, invece dei quasi 500 milioni degli ultimi anni. L’Italia, tra i partner europei più attivi, vedrà cadere la propria dotazione da oltre 100 milioni a 22,1 milioni di euro. Il taglio dei contributi europei è conseguenza di una sentenza della Corte di giustizia dell’Ue nella quale si afferma che, in base alle regole attuali, gli alimenti destinati ai poveri devono provenire dalle eccedenze nei magazzini pubblici dell’Ue. Ma i granai europei, come i depositi di latte in polvere sono quasi vuoti ed è così che, bloccando le scorte ancora esistenti, il commissario Ciolos è riuscito a destinare al programma 2012 ancora alimenti per un valore di 113 milioni. (ANSA).

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