Perdere peso? Rivedere le abitudini e usare stoviglie mini

berePiù della dieta, per diminuire peso bisogna ricominciare a pensare. A cosa? Soprattutto al fatto che mangiare non è un rito o un’abitudine, ma deve ritornare ad essere un istinto: si mangi quando si ha fame, non si mangi se si è sazi. E invece mangiamo secondo schemi fissi. E poi bisogna considerare il nostro fisico alla luce di una consapevolezza: il codice genetico ci garantisce una sorta di libretto di garanzia per una vita di 120 anni. Tocca a noi trattare bene il fisico per arrivare più lontano possibile. “Se la stessa automobile finisce nelle mani di due persone che la utilizzano in maniera diametralmente opposta – spiega a RiminiWellness, il salone del benessere e del fitness che si chiude oggi, Domenico Tiso, responsabile dell’Ambulatorio di Nutrizione e Benessere presso la Clinica Villa Maria di Rimini e Presidente di Asas (Associazione per la Salute correlata all’Alimentazione e agli Stili di Vita) – quella macchina avrà durata chilometrica ben diversa. Se la vita media è di circa 80 anni, spesso dagli ultimi dieci vissuti non al meglio, capiamo bene quanto ci sono costate le cattive abitudini”. Il nutrizionista ricorda “tre regole semplici ma efficaci e facili da mettere in pratica: mangiare verdure prima di iniziare i pasti, mangiare frutta negli spuntini, masticare lentamente. In particolare, la verdura prima dei pasti ci abitua a masticare di più e ciò è indispensabile perché la digestione inizia in bocca, ci riempie lo stomaco e toglie spazio a cibi più calorici, aumenta la velocità del transito dell’intestino e ne regola il corretto funzionamento, riduce l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi con un miglior controllo della glicemia e della colesterolemia, aiuta le difese immunitarie per l’apporto di vitamine, antiossidanti, minerali, acqua e fibra utile alla salute della flora batterica intestinale”. Altro consiglio: occhio alle misure di piatti e bicchieri. “100 grammi di puré o 100 grammi di pasta sembrano veramente pochi in un piatto di 30 o 35 cm di diametro. Viceversa, appaiono come una porzione abbondante in un piatto più piccolo. E noi, per natura, tendiamo a riempire i nostri recipienti senza tener conto della misura del contenitore né del volume o quantità del contenuto”. Anche la forma dei bicchieri può influenzare le nostre ‘bevute’, la quantità di liquidi che assumiamo. “Dobbiamo ricorrere al medico solo quando abbiamo problemi – conclude Tiso – E’ fondamentale invece monitorare, insieme al medico, il nostro naturale star bene, per protrarlo il più a lungo possibile”. (ANSA).

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