Pere, tortellini, vini e archeologia nella nuova puntata di “Con i piedi per terra”

Una puntata ricca quella in onda sabato alle 12.30 su Telesanterno, girata tutta in Emilia Romagna: le pere della provincia di Ferrara, la piu’ vocata d’Italia si uniscono alla leggenda del tortellino di Castelfranco Emilia che va in sagra e in corteo storico, per spostarsi poi a Classe dove sta per nascere un grande parco archeologico nell’area portuale, territorio dove insieme alla natura del parco esistono ancora antichi vitigni. Ma andiamo per ordine.
Barbara Paknazar ci racconta le pere…nelle Province di Ferrara, Bologna e Modena si coltiva il 70% delle pere italiane e in particolare l’Abate Fetel, pregiata varietà settembrina, spesso definita la regina delle pere, si produce solo in Emilia. Le seguiremo dal campo, allo stabilimento fino ad arrivare alla tavola dove saranno protagoniste di gustose ricette. Partiremo da Monestirolo, in provincia di Ferrara, dove in campagna la raccolta è cominciata con qualche giorno di anticipo visto il caldo che ha caratterizzato la seconda metà di agosto. Parleremo di volumi produttivi e qualità, di gestione del frutteto e di pratiche sostenibili. A seguire andremo nello stabilimento di Patfrut dove le pere vengono conservate e rese disponibili sul mercato al momento giusto. Qui scoprireremo quali controlli vengono effettuati, quali sono i paesi di riferimento per l’export e quali sono le prospettive future di una campagna che sul fronte dei prezzi all’origine non porta buone notizie per i produttori. Infine, faremo visita all’agriturismo La Sapienza di San Nicolò Argenta dove lo chef Marco Salmi preparerà un ricco menu a tema che vedrà le pere regine della tavola.
Un agriturismo sulla strada che da Ferrara porta a Ravenna. E proprio qui ci aspettano altri ospiti, nella 18esima edizione della Due Giorni di Romagna, organizzata da Arga Interregionale, l’associazione dei giornalisti dell’agroalimentare di Emilia Romagna, Marche, Toscana, Umbria e san Marino. Tra archeologia e ambiente , accanto alla Basilica di S. Apollinare in Classe, viene presentata dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici la campagna di scavi nell’ area di Classe . Poi verso la Pineta di Classe e arrivo a Ca’ Acquara, casa di guardia ,base logistica della Commissione Ambito Territoriale Caccia Ravenna -2 , già base della brigata partigiana che, insieme alla Popsky Private Army, occupò la basilica di Classe per evitare che i tedeschi facessero saltare il Campanile. La tavola rustica si accompagna ai vini della Tenuta Uccellina di Russi, tra Burson e uve Famoso.
E cosi’ si fa tappa in Emilia, dove Giada guida incontra l’oste 2011 della tradizionale sagra del Tortellino di Castelfranco: Massimo Bottura, chef multipremiato. Ogni anno la seconda domenica di settembre la rievocazione storica in costume fa rivivere la leggenda della nascita del tortellino, insignendo, un “oste” che per un anno è idealmente custode di questa nostra tradizione culinaria. Un piccolo quadrato di pasta all’uovo con ripieno di lombo di maiale, prosciutto crudo, mortadella, parmigiano, noce moscata, pepe e sale è da sempre l’emblema della tradizione culinaria castelfranchese . E che sanno il sapore della storia e della leggenda: Una locanda un Oste guardone, una splendida Ospite e il suo Ombelico, sono gli “ingredienti”
che hanno dato vita, secondo la leggenda alla nascita del Tortellino, la leggenda vuole infatti che abbia preso origine da un oste guardone che spiò una sua bella ospite e ne intravide l’ombelico. Così si narra la nascita del tortellino, prelibatezza culinaria tipica della tradizione emiliana, che viene celebrata con una sagra a Castelfranco Emilia, nel modenese, che quest’anno compie trent’anni e l’associazione La San Nicola, che la organizza, ha invitato appunto un personaggio d’eccezione: Massimo Bottura. Il pluridecorato chef dell’Osteria Francescana ricoprirà il ruolo di oste nella rievocazione storica e sarà per un anno il custode ideale di questa tradizione. Accanto a lui, come dama, è stata scelta la giornalista americana Monica Larner. Protagoniste naturalmente le sfogline che hanno preparato la sfoglia in piazza, davanti a migliaia di persone accorse per degustare i tortellini. Quest’anno hanno collaborato anche gli chef del Consorzio Modena a Tavola, che hanno portato sulle tavole della sagra i migliori prodotti del territorio; tra questi la vacca bianca modenese.

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