Pericoltura ferrarese alla ricerca di nuove regole e nuovi mercati

Nascerà ufficialmente a settembre e sarà attivo dal prossimo anno l’Organismo Interprofessionale Pera, un’associazione privata – dotata quindi di personalità giuridica e costituita per atto pubblico – che aggregherà tutti gli attori della filiera produttiva con l’obiettivo di valorizzare e sviluppare il comparto. In poco meno di un anno si è passati da un’idea a un progetto ampio e condiviso, accelerazione dovuta in larga parte ad una campagna 2011 che ha visto un aumento del 30% del prodotto sul mercato ed un conseguente crollo dei prezzi, andati abbondantemente sotto i costi di produzione. Un atto importante la costituzione dell’Organismo, se si pensa che nella nostra regione si producono il 65% delle pere italiane – la varietà Abate Fetel in prima linea, con il 77% – e di queste, il 43% sono coltivate a Ferrara. L’Organismo Professionale Pera assocerà la produzione (Organizzazioni di Produttori, Associazioni Cooperative, Organizzazioni Professionali), la trasformazione (industrie di trasformazione privata e cooperative) e naturalmente il commercio (imprese del commercio privato, quelle partecipate alla produzione e la GDO). Anche la Cia di Ferrara rappresenterà i suoi associati nell’Organizzazione e sarà il punto di riferimento per tutti coloro che vorranno aderirvi. «Abbiamo voluto incontrare gli agricoltori – spiega Lorenzo Boldrini, presidente provinciale di Cia Ferrara – per spiegare i vantaggi dell’adesione a questo progetto di aggregazione di filiera. Gli imprenditori agricoli non aderenti a Organizzazioni di produttori, a Ferrara sono circa la metà del totale, non avrebbero potuto entrare giuridicamente nell’OI Pera come singoli, così ci siamo resi disponibili per rappresentarli ed avere così una voce più forte all’interno dell’Organismo. I pericoltori che ne vorranno far parte ci daranno una delega e aderiranno con un certo numero di ettari coltivati. Più alto sarà questo numero, più voti saranno assegnati e di conseguenza più grande sarà il potere decisionale dei produttori. Nel corso dell’incontro con i nostri associati abbiamo ovviamente spiegato – continua Boldrini – cosa farà in concreto questo OI Pera per rendere più competitivo il mercato e valorizzare produzione e reddito. Sarà innanzitutto costituito un catasto che censirà gli investimenti a frutteto e farà chiarezza sul potenziale produttivo della nostra provincia e regione. Contemporaneamente verranno analizzati i mercati esistenti e verranno sviluppate politiche commerciali comuni ed una strategia che varrà per l’intero comparto e tutti gli attori della filiera. Importante ruolo avrà l’OI anche nella definizione di regole condivise per la raccolta, la gestione del prodotto e la sua immissione sul mercato. L’obiettivo dell’Organismo è anche quello di uniformare le norme fitosanitarie, avere disciplinari di produzione comuni e regole per l’armonizzazione dei residui da pesticidi. Ovviamente un ruolo importante avrà anche la promozione e la divulgazione che dovrà valorizzare la pera italiana su tutti i mercati di riferimento, vicini e lontani, con una voce chiara ed univoca. La nostra associazione, come rappresentante dei produttori ferraresi – conclude Boldrini – cercherà in tutti i modi di contribuire all’operatività di questo OI, che potrebbe fare la differenza per lo sviluppo del comparto. Certo, siamo tutti consapevoli che mettere d’accordo produzione, trasformazione e commercializzazione non sarà sempre un’impresa facile. Ma confido che sia più forte la necessità comune di valorizzare l’intera filiera della pera, partendo da chi la produce nelle nostre campagne e che dovrebbe essere giustamente remunerato, per finire con il consumatore che ha tutto il diritto di acquistare una pera di qualità ad un prezzo equo.»

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