Pesca a strascico: secondo Buonfiglio sono impossibili deroghe a divieto Ue


”E’ impossibile per l’Italia ottenere ulteriori deroghe al divieto europeo della pesca a strascico”. Lo ha detto espressamente il sottosegretario all’Agricoltura con delega alla pesca Antonio Buonfiglio nel corso di un’audizione nella commissione Agricoltura alla Camera rispondendo alle interrogazioni dei deputati Sandro Brandolini (Pd) e Corrado Callegaris (Lega), che evidenziavano le difficolta’ socio economiche cui andranno incontro i pescatori dell’Alto Adriatico, in particolare del Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna quando, dal primo giugno 2010, scattera’ il divieto di pesca entro le 3 miglia dalla costa e dell’uso di reti con maglie inferiori a quelle regolamentari. Scartata l’ipotesi della deroga, al prossimo consiglio dei ministri dell’Agricoltura Ue previsto per il 29 marzo, Buonfiglio proporra’ l’inserimento della valutazione dell’impatto tecnico delle misure previste dal Regolamento Mediterraneo. A questo proposito Buonfiglio ha scritto alla commissaria della Pesca, la greca Maria Damanaki, evidenziando tutte le criticita’ socio-economiche e di tutela della pesca tradizionale e invitandola a predisporre una valutazione tecnica sul posto. ”Il nostro obiettivo – ha detto Buonfiglio – e’ quello di inserire misure tecniche nel regolamento”. Il divieto della pesca a strascico coinvolgera’ 4.000 piccoli pescatori con una perdita di fatturato di 12 milioni di euro. Per ridurre l’impatto sociale dell’attuazione del divieto europeo, Buonfiglio individua una soluzione nell’utilizzo del Fep (Fondo Europeo della Pesca) dotato di 848 milioni. In vista del Consiglio dei ministri Ue del 29 marzo la commissione Agricoltura della Camera votera’ nei prossimi giorni una risoluzione. (ANSA).

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