Pesca, associazioni: scacco alla crisi in quattro mosse

Scacco alla crisi della pesca in quattro mosse. E’ il contenuto del documento unitario presentato oggi da Agci Agrital, Federcoopesca-Confcooperative e Lega Pesca all’amministrazione, con le priorità da affrontare sul lungo termine per rafforzare strutturalmente il settore, oggi assai debole. Per dare una scossa all’economia ittica, secondo le associazioni, è necessario prevedere rifinanziamento del programma triennale pesca; riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura per la semplificazione; revisione del sistema previdenziale per gli addetti della piccola pesca, che rappresenta il 60% dell’intera flotta oggi esclusi da alcune tutele previdenziali e assistenziali quali l’assicurazione contro la disoccupazione e l’indennità in caso di malattia, previste per gli altri lavoratori del comparto; stabilizzazione della Cassa integrazione oggi in deroga, per il lavoratori della pesca come avviene per quelli agricoli. Nell’immediato, invece, per le associazioni è fondamentale reperire risorse adeguate per il prossimo fermo pesca, soprattutto per le regioni del centro-nord -fuori convergenza- attualmente senza la sufficiente copertura finanziaria del Fondo europeo pesca (Fep). L’obiettivo, concludono, è arrivare a partire dal prossimo anno, ad una nuova definizione per l’interruzione temporanea dell’attività di pesca in grado di conciliare le esigenze di tutela delle risorse con quelle economiche di imprese e lavoratori.

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