Pesca: Coldiretti, bene la richiesta di Errani per abbattere i costi della benzina


In vent’anni hanno chiuso l’attività un quarto delle imprese da pesca italiane, passate da 17 mila a 13 mila. I dati sono di “Coldiretti ImpresaPesca”, che esprime apprezzamento per la lettera con cui il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, in qualità di presidente della Conferenza delle Regioni, chiede al ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, al ministro dell’economia, Giulio Tremonti, e al ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano, l’abbattimento dei costi della benzina per i motopescherecci.

Nel documento inviato ai ministri, Errani – spiega Coldiretti – chiede l’applicazione delle normative comunitarie e nazionali che prevedono per le imbarcazioni della pesca professionale l’esenzione dall’accisa sulla benzina e dall’Iva. Gli elevati costi di produzione, soprattutto quello della benzina, oltre che del gasolio – sostiene Coldiretti – sono la causa principale del calo delle impresa da pesca che ha portato ad un aumento delle importazioni. “Se vent’anni fa – dice il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – importavamo il 35% del nostro fabbisogno di pesce, oggi questa percentuale è salita al 60%, a causa di costi di produzione molto inferiori ai nostri, dovuti anche a minori garanzie sociali e minore rispetto ambientale. Il pesce in Italia – prosegue Tonello – ha una buona immagine e il prodotto di importazione, per quanto di minore qualità, mette in difficoltà il prodotto nazionale, oltre per i costi, perché non sempre è possibile distinguerne l’origine. Il problema della radioattività del mare del Giappone e la necessità di conoscere la provenienza del pescato – afferma ancora Tonello – rende fondamentale anche nel settore della pesca, oltre che dell’agricoltura, l’etichetta obbligatoria, che metta i consumatori in grado di scegliere ciò che portano a tavola”.

Un Commento in “Pesca: Coldiretti, bene la richiesta di Errani per abbattere i costi della benzina”

  • rocco scritto il 31 marzo 2011 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 18:01

    questa è una bella cosa ben detto diamo più valore al nostro pesce,così ci sarà anche più interesse da parte dei pescatori a prendersi cura del mare e delle attività di pesca….e sottolineo hai cari ministri date la possibilità di farle lavorare le nostre barche…se fate delle leggi riflettete prima non dannegiate nessuno se servono delle quote per limitare la massa di pesca le quote vanno date a tutte le imbarcazioni che hanno quel tipo di licenza e che è in regola,no 2 lavorano e 10 guardano…pensate con la vostra testa se volete che il popolo vi voglia bene….le categorie sono solo una massa di furbi che mangiano sullo stato…..mandateli a zappare la terra,,,

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