Pesca: Coldiretti, rivedere gestione quote tonno rosso

tonno rosso2L’attuale ripartizione delle quote del tonno rosso favorisce una ristretta minoranza di realtà, che ha in mano il 90 per cento delle risorse, e penalizza la stragrande maggioranza delle altre aziende detentrici. A denunciarlo è Coldiretti Impresapesca in merito ai criteri di assegnazione dei diritti di pesca, tra l’altro già finiti nel mirino di una sentenza del Tar del Lazio. “Negli ultimi 14 anni – osserva Coldiretti Impresapesca – tutti i provvedimenti assunti hanno di fatto affidato quello che è un bene comune, gestito da norme internazionali, ad alcuni soggetti per il solo fatto che nel 2000 avessero pescato più di altri”. “In merito al sistema “palangaro” – aggiunge Coldiretti Impresapesca – è venuta dunque ad esistere una disparità immotivata di ripartizione delle quota che va da soggetti che detengono 2,5 tonnellate di tonno ad altri che ne detengono fino a 40 tonnellate, con un criterio più o meno storico ed in certi casi con osmosi di quote da settori diversi”. Pur riconoscendo “la necessità di limitare il numero dei soggetti in grado di pescare il tonno per il particolare regime di controllo internazionale da parte dell’Iccat-Fao e da parte delle norme Ue”, Coldiretti Impresapesca “non può comprendere la diversificazione di quote per ogni barca solo sulla base delle differenti quantità pescate nel 2000, né come tale quota possa essere dichiarata un bene privato di alcuni pescatori a danno di tanti altri operatori e dell’intera collettività”. (ANSA)

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