Pesca: commissario Ue in Italia rassicura il Wwf: tolleranza zero e no deroghe


Tolleranza zero contro la pesca illegale. Niente deroghe per quanto riguarda la regolamentazione del Mediterraneo. Piu’ spazio alla pesca artigianale che dovra’ essere rappresentata nell’ambito della nuova riforma della pesca (Pcp) che l’Unione dovra’ attuale entro il 2012. E’ quanto ha detto oggi pomeriggio il Commissario europeo per la pesca e gli affari marittimi, Maria Damanaki presso la sede del Wwf Italia, dove ha incontrato esperti dell’associazione e due pescatori artigianali, uno spagnolo e uno italiano che hanno raccontato le loro esperienze di pesca sostenibile. ”Il nostro slogan – ha detto la Commissaria – e’ pescare meno e guadagnare di piu’ e per farlo occorrono delle regole che creino un equilibrio tra cio’ che possiamo pescare e cio’ che dobbiamo lasciare in mare; si’ – ha precisato – saro’ severa affinche’ le regole, tutte, vengano rispettate”. Una politica che ha dei risvolti sociali ed occupazionali e a questo proposito Damanaki ha detto di pensare a sostegni per i pescatori che svolgono un’attivita’ sostenibile; grande attenzione verra’ quindi data alla pesca artigianale. Sul fronte occupazionale, la Commissaria pensa di percorrere due strade: aiuti agli operatori che diversificheranno la loro attivita’, pensando ad esempio al turismo e diritti di pesca, ”un sistema che funzione perfettamente – ha specificato – in Danimarca”.

La posizione del Wwf:

”Serve un nuovo approccio per poter ridare vitalita’ al settore pesca in Europa, tagliato ‘su misura’ rispetto alle esigenze del Mediterraneo”. Lo ha detto Sergio Tudela, responsabile dell’Ufficio Mediterraneo del Wwf, a proposito dell’incontro con la Commissaria europea per la pesca, Maria Damanaki, in cui ha sottolineato l’urgenza di porre al centro della riforma delle politiche europee per la pesca la sostenibilita’ nel Mediterraneo e il recupero degli stock ittici. ”E’ giunto il momento di riequilibrare la situazione prima che sia troppo tardi”, ha precisato Tutela ricordando che, nonostante nel Mediterraneo lavorino 6 pescatori europei su 10, questo mare non ha avuto la debita attenzione nell’ambito della politica comunitaria. Il risultato e’ stata una cattiva gestione, la mancanza di applicazione delle leggi previste e anni di pesca eccessiva; e tutto questo ha provocato un impoverimento degli stock ittici e dei profitti dei pescatori stessi. I dati valutati dal Comitato Scientifico, Tecnico ed Economico della Commissione per la Pesca dell’Ue nel report 2010, ricordati dall’associazione ambientalista, parlano chiaro: 32 su 36 degli stock ittici del Mediterraneo sono sovrasfruttati a causa di una gestione inappropriata e alla lunga fallimentare. ”Il degrado del nostro patrimonio ittico e’ alle soglie del punto di non ritorno e la riforma che sara’ attuata entro il 2012, potrebbe essere l’ultima chance”, ha dichiarato Marco Costantini, responsabile pesca del Wwf Italia sottolineando che ”le modifiche che chiediamo sono la base per garantire maggiore equita’ nell’accesso a risorse comuni”. (ANSA).

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