Pesca: Commissione Pe vara fondo Ue da 7 mld

FavignanaPossibilità di finanziare con fondi europei il rinnovo della flotta per la pesca artigianale e costiera. Ma anche un aiuto alla ricerca e ai giovani pescatori, all’acquacoltura e alla pianificazione degli spazi marittimi. E’ il nuovo profilo, ma anche la nuova sfida che ha lanciato oggi a Bruxelles la commissione per pesca del Parlamento europeo, approvando gli investimenti che potranno beneficiare del nuovo fondo europeo per l’attività marittima e la pesca 2014-2020. Complessivamente, ha fatto sapere il vicepresidente della commissione pesca, Guida Milana (Pd), il settore potrà contare “su circa 7 miliardi di euro per i prossimi sette anni”. La decisione degli eurodeputati rappresenta una sfida al Consiglio dei ministri e alla Commissione europea in quanto l’approvazione – pur di stretta misura con 12 voti a favore e 11 contrari – dei sussidi per il rinnovo della piccola flotta, reintroducono il principio dei contributi Ue alla costruzione di nuove navi, che era stato soppresso nella riforma del 2003. Il voto degli eurodeputati – se sarà ad ottobre dall’Assemblea plenaria atteso – rischia quindi di riaprire un difficile confronto con una maggioranza di Stati membri, guidati dalla Germania, che si oppongono fortemente a questo tipo di sussidi. Va detto che la concessione di aiuti alla costruzione di imbarcazioni per la piccola pesca è condizionato da una serie di paletti: “il peschereccio da rinnovare deve aver oltre 35 anni di vita, l’ammontare del sussidio non può superare il 15% del totale degli investimenti entro un tetto di 80mila euro. E la capacità di pesca deve essere ridotta di almeno il 40%”. Il nuovo fondo porta anche una grande attenzione ai giovani. Coloro che hanno meno di 35 anni e cinque anni di esperienza professionale, possono ottenere un contributo fino a 100mila euro per l’acquisto di un’imbarcazione per la pesca artigianale e costiera. Non solo. Per la prima volta potranno beneficiare di una formazione professionale. Mettendo l’accendo sulla piccola pesca rispetto a quella industriale, gli eurodeputati hanno cercato di garantire la ricostituzione degli stock riducendo la pesca intensiva, e offrendo possibilità di reddito complementare ai pescatori, come ad esempio la ‘pesca-turismo’. Gli eurodeputati puntano anche a rilanciare con forza l’acquacoltura. Inoltre – ha tenuto a ricordare Milana – nel fondo “si troverà anche lo spazio per applicare politiche di vicinato, introducendo regole comune tra Paesi confinanti”. In attesa del voto in plenaria, già lunedì i ministri della pesca europei – per l’Italia Nunzia De Girolamo – si riuniranno per negoziare i criteri di ripartizione tra gli Stati membri del nuovo fondo europeo. (ANSA).

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