Pesca: Commissione Ue propone decentramento a Stati membri

pescherecci 2A tre anni dalla riforma della politica europea della pesca, la Commissione Ue annuncia oggi il varo di una delle proposte più attese dal settore e dal Parlamento europeo: la regionalizzazione di numerose misure di gestione dell’attività di pesca. Così, per la prima volta nel settore, e nell’ambito di un quadro legislativo, si consente un decentramento dei poteri di gestione da Bruxelles agli Stati membri. In concreto, i Paesi Ue di un determinato bacino marittimo (ad esempio il Mediterraneo), potranno accordarsi su un piano di misure di pesca (dalle aree interessate all’uso di tecniche e strumenti, dai periodi di pesca alle catture accidentali) in linea con le esigenze locali, inviando poi alla Commissione Ue le deroghe richieste. Quanto alle piccole reti derivanti (fino a 2,5 km), restano le regole in vigore, ma gli Stati sono liberi di adottare misure più restrittive.
La normativa europea che gestisce la pesca nel Mediterraneo risale al 2006 ed il decentramento da Bruxelles agli Stati membri delle decisioni tecniche permetterà ai pescatori e agli armatori italiani, ad esempio, di beneficiare di nuove regole sulle tecniche di pesca, ma anche su quelle che fissano la distanza che devono rispettare le imbarcazioni dalla costa, che per alcune di loro sono penalizzanti. “Si potranno quindi rivedere – spiegano gli esperti – le caratteristiche tecniche degli attrezzi di pesca che attualmente hanno numerose incongruenze nelle dimensione delle maglie, negli attacchi delle reti e nella loro dimensione. Ma anche i limiti di operabilità per la flotta di imbarcazioni a strascico o per le draghe idrauliche”. Oppure, nel caso della taglia minima delle vongole (attualmente la soluzione é nelle mani della Commissione Ue), la questione avrebbe potuto essere risolta con una raccomandazione dagli Stati del bacino del Mediterraneo a Bruxelles. Infatti, l’attuale norma Ue sulla taglia minima per le vongole é molto restrittiva e sta avendo un impatto socioeconomico grave per il settore in quanto, se in un determinato quantitativo di prodotto si ritrovano solo qualche vongola sotto taglia, il tutto viene sequestrato, il pescatore denunciato penalmente, così come il commerciante che vende quel prodotto. La conseguenza é che nessuno vuole più prendere questo rischio. (ANSA)

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