Pesca: Commissione Ue propone il bando totale delle ‘spadare’

pescherecci moloLa Commissione europea propone di mettere al bando nell’Ue – dal primo gennaio 2015 – tutte le reti da posta derivanti lunghe chilometri, le cosiddette ‘spadare’, introducendo anche il divieto di tenerle a bordo.
Il messaggio di Bruxelles é chiaro: ‘le spadare’ in quanto pratiche irresponsabili che distruggono l’habitat, mettono in pericolo la fauna marina e compromettono la pesca sostenibile, non sono più tollerabili. Il divieto del loro utilizzo per alcune specie risale al 2002 ma non viene ancora pienamente rispettato causa lacune nella normativa europea. Lacune che ora si vuole eliminare. Per la commissaria Damanaki la loro messa al bando completa rappresenta l’ultimo tassello da portare alla nuova politica europea del settore. E per questo auspica il sostegno del governo italiano e della futura presidenza italiana dell’Ue. E proprio l’Italia, già condannata nel 2009 (la Francia lo era stata prima) per un uso diffuso delle ‘spadare’, sembra avere tutto l’interesse a chiudere un dossier per evitare di finire nuovamente sul banco degli imputati alla Corte di giustizia europea. Questa volta però con la richiesta di pagare pesanti sanzioni finanziarie. Il caso italiano é considerato a Bruxelles “complesso e difficile, nonostante i grandi progressi realizzati” in quanto – spiegano esperti del settore – la flotta italiana é costituita soprattutto da migliaia di piccoli e medi pescherecci, e non ha le stesse possibilità di reddito di quella, ad esempio spagnola, formata da grandi imbarcazioni che possono pescare su lunghe distanze. L’uso delle ‘spadare’, come strumenti di sopravvivenza, non sono segnalate solo nel Mediterraneo, in particolare in Italia e Slovenia, ma secondo gli esperti anche in Francia e nel Regno Unito, benché in misura molto minore. Vengono segnalate pure in Bulgaria e Romania per quanto riguarda la pesca nel Mar Nero. Anche il nuovo Fondo Ue per la pesca – afferma la Commissione Ue – può essere utilizzato per sostenere la transizione verso un divieto totale delle spadare. (ANSA).

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