Pesca: da assessori Veneto, E-R e FVG un documento al Ministro Catania


Gli assessori regionali alla Pesca di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto hanno consegnato stamattina un documento al ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, per fare il punto sulla crisi del settore nell’Alto Adriatico, nell’ambito di un incontro finalizzato a dar vita a un distretto nella zona. “Le questioni da risolvere e le problematiche che investono il settore ittico altoadriatico sono numerose e sono state piu’ volte riprese e analizzate nel corso di incontri fra operatori e Amministrazioni. Trattasi di criticita’ di portata straordinaria che accomunano le marinerie delle tre Regioni, piu’ di tutte colpite dalla “messa al bando” delle pesche speciali e, piu’ in generale, dall’inadeguatezza della politica comunitaria”, scrivono i tre assessori nel documento, secondo cui, in particolare, il riconoscimento di una ‘macro regione’ con le sue specificita’ “consentira’ di riaprire i tavoli con Bruxelles”. Per questo sarebbe opportuno intervenire sul decreto ministeriale che ha istituito il Distretto, indicando come obiettivi “il fermo biologico annuale attuato mediante fermi volontari concordati a livello locale che tengano conto delle specificita’ alto-adriatiche; una gestione delle attivita’ di pesca secondo una programmazione modulata su quattro sole giornate di pesca settimanali, ipotesi sostenuta in particolare dalle marinerie venete ed emiliano – romagnole; la possibilita’ di utilizzare le risorse Fep in disponibilita’ delle Regioni per attuare arresti definitivi delle imbarcazioni da pesca tenuto conto delle priorita’ individuate a livello alto – adriatico; e infine un’azione di sensibilizzazione presso le autorita’ slovene e croate al fine di conseguire prima possibile un allargamento “transfrontaliero” del Distretto, e cio’ al fine di perseguire obiettivi condivisi in materia di sviluppo del settore e salvaguardia delle risorse”.
Secondo Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, poi, il nuovo sistema di controlli e sanzioni “e’ vessatorio e punitivo e colpisce direttamente le imprese di pesca, soprattutto per la burocratizzazione eccessiva che si viene a creare a seguito della loro applicazione”, mentre, dal punto di vista delle imprese, andrebbero incentivate delle reti “che concentrino la domanda di prodotti energetici per ridurre l’incidenza di quella che e’ la principale voce di costo a carico dei pescherecci” e sarebbe poi opportuno applicare “un credito di imposta al fine di fronteggiare con piu’ strumenti i rincari dei prezzi dei prodotti petroliferi”. (AGI)

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