Pesca: Damanaki aperta al dialogo, ma le regole non si cambiano

La commissaria europea alla pesca Maria Damanaki e i suoi uffici ”contribuiranno a facilitare l’applicazione delle nuove regole Ue per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mediterraneo, ma esclude qualunque iniziativa legislativa per rivedere le regole o modificare la scadenza della sua entrata in vigore” che scattera’ quindi il primo giugno prossimo. Questa, in sintesi, la risposta della commissaria Damanaki al Consiglio dei ministri della pesca e dell’agricoltura dell’Ue, dopo che l’Italia ha richiamato l’attenzione dei partner europei e della Commissione Ue sulle difficolta’ che stanno incontrando i pescatori nell’applicazione della nuova normativa. La posizione espressa dalla delegazione italiana e’ stata sostenuta anche dalla Spagna, attuale presidente di turno dell’Ue, e da Cipro. Secondo il sottosegretario con delega alla pesca Antonio Buonfiglio ”e’ positiva la dichiarazione della commissaria Damanaki sulla disponibilita’ a facilitare l’applicazione del regolamento e per questo – ha precisato – saranno avviate a breve riunioni tecniche che consentiranno di individuare le possibile linee di azione, come richiesto dall’Italia”.
Nel confronto ministeriale sull’applicazione delle nuove regole Ue per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mediterraneo, la commissaria europea alla pesca, Maria Damanaki, non e’ entrata nello specifico delle questioni sollevate dall’Italia. Si tratta di problematiche – hanno spiegato fonti della delegazione italiana – che riguardano le deroghe sulle distanze minime dalla costa per le reti trainate e le draghe idrauliche, e la questione delle pesce tradizionali in particolare nel Veneto, in Puglia e in Sicilia. Sulle pesche tradizionali, nella nuova normativa c’e’ una possibilita’ di riconversione per alcune attivita’ su cui l’Italia, nei tempi previsti, ha presentato domande alla Commissione europea. Sulle richieste avanzate, Roma non ha ancora ricevuto il via libera da Bruxelles ma neanche delle obiezioni. Damanaki ha colto l’occasione del dibattito ministeriale per indicare ai partner europei che non consentira’ un ritardo nell’applicazione dell’entrata in vigore del regolamento 1967 del 2006 per la pesca nel Mediterraneo”. La commissaria ha ricordato l’impegno preso con il Parlamento europeo di migliorare la gestione dell’industria del settore e ha messo in guardia: ”I controlli recenti indicano gli gli Stati membri non stanno rispettando i loro obblighi in materia di piani di gestione o indicazioni delle aree protette”. Aggiungendo: ”Non esitero’ a utilizzare pienamente gli strumenti previsti dai Trattati” per far rispettare la legislazione europea. La responsabile non ha poi nascosto la sua preoccupazione sullo stato delle risorse ittiche: ”Molti stock – ha spiegato – si trovano in una situazione allarmante, piu’ del 54% di quelli esaminati dagli scienziati sono eccessivamente sfruttati. Per alcuni come merluzzi, muggine rossa, gambero rosa di acqua profonda, sogliola, gli scienziati suggeriscono di ridurre la mortalita’ tra il 30 l’80%”. I dati restano insufficienti per un numero elevato di stock: ”E’ un po’ come la roulette russa – ha concluso Damanaki – puo’ andare bene, ma puo’ anche portare al bordo del collasso, non lo sappiamo”.

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