Pesca depreda Mediterraneo, sovrasfruttato 96% degli stock

pescherecciIl Mediterraneo europeo è depredato: il 96% degli stock ittici è sovra sfruttato e in Italia, dal 1950 al 2010, le catture illegali hanno rappresentato il 54% di quelle dichiarate. A lanciare l’allarme, alla vigilia della Conferenza europea che si svolgerà a Catania il 9 e il 10 febbraio sullo stato di salute del mare, è MedReact, organizzazione per il recupero della biodiversità marina del Mediterraneo. Secondo gli ultimi studi dell’Ue, segnala MedReact, nell’Ue la pressione di pesca è tre volte superiore il livello sostenibile, in particolare per merluzzo, triglia, rana pescatrice e melù la mortalità per pesca ha raggiunto livelli sei volte superiori. La situazione nel Mediterraneo è drammatica, sottolinea MedReact, avendo una biodiversità tra le più importanti al mondo perché, pur rappresentando lo 0,8% della superficie globale degli oceani, contiene dal 4 al 18% delle specie marine. La riforma della Politica Comune della Pesca, ricorda ancora MedReact, prevede che gli stock ittici debbano essere riportati a livelli sostenibili entro il 2020, il che significa ridurre lo sforzo di pesca del 50-60%. Ma anche questo potrebbe non bastare, perchè, secondo uno studio pubblicato su Nature da Daniel Pauly e Dirk Zeller, tra il 1950 e il 2010 le catture nel Mediterraneo potrebbero essere state il 50% più alte di quanto dichiarato e il declino degli stocks ben più grave dai picchi massimi di catture registrati negli anni 1990. ”Bisogna intervenire subito per combattere incisivamente la pesca illegale – ha dichiarato Domitilla Senni di MedReAct – ridurre lo sforzo di pesca, adottare piani di recupero per gli stock più a rischio e chiudere le aree di nursery lasciando al mare il tempo di ripopolarsi”. (ANSA)

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