Pesca: e’ scontro in Europa sul tonno rosso

tonno rosso

Il tonno rosso per il momento non rientrerà nell’elenco delle specie in pericolo per le quali è vietato ogni tipo di commercio internazionale. Lo ha stabilito il Comitato dei 27 membri dell’Ue alla Convenzione dell’Onu sul commercio internazionale delle specie in estinzione (Cites), accogliendo la posizione di Italia, Francia, Spagna, Grecia e Malta. Il 9 settembre scorso la Commissione europea si era espressa invece a favore della proposta del Principato di Monaco, secondo cui il tonno rosso dovrebbe rientrale tra le specie in pericolo. Prima di pronunciarsi nuovamente il Comitato Cites dell’Ue ha deciso di attendere i nuovi dati scientifici sulla situazione delle risorse che saranno presentati nella riunione a novembre della Commissione internazionale per la conservazione dei tonni dell’Atlantico (Iccat), ossia l’organismo internazionale che decide la gestione delle risorse. Il commissario europeo all’ambiente Stavros Dimas ha subito espresso il proprio rammarico per la decisione presa dagli stati membri dell’Ue mentre il collega alla pesca Joe Borg ha indicato che tocca ora all’Iccat prendere le proprie responsabilita’. La delegazione italiana al Comitato Cities, in particolare, pur essendo assolutamente favorevole ad una gestione sostenibile degli stock del tonno rosso, ha considerato prematuro sponsorizzare l’iscrizione del tonno rosso nell’appendice uno della Convenzione dell’Onu dove rientrano le specie gravemente minacciate di estinzione. Tra quest’ultime ci sono, ad esempio, tutte le tartarughe marine, le grandi balene, i panda fino agli elefanti e ai grandi felini maculati come i ghepardi e le tigri. Per l’Italia quindi, la valutazione delle risorse di tonno rosso va rinviata a novembre, alla prossima riunione dell’Iccat. Dal canto suo l’Italia nell’agosto scorso ha inviato a Bruxelles il piano per la riduzione delle tonniere per la pesca industriale al tonno rosso, il cui numero nei prossimi anni sara’ piu’ che dimezzato, passando da 49 a 22 entro il 2012. Altrettanto stanno facendo i partner europei.

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