Pesca: Fondo Ue, raggiunti gli obiettivi negoziali


L’Italia ha raggiunto gli obiettivi negoziali che si era prefissa nelle trattative sul futuro Fondo europeo per la pesca e gli affari marittimi 2014-2020. “Siamo molto soddisfatti per il risultato raggiunto – ha commentato il ministro per le politiche agricole e della pesca Mario Catania – considerando che nella proposta iniziale della Commissione Ue non erano incluse le misure relative al fermo biologico e alla rottamazione delle imbarcazioni”, due interventi particolarmente importanti per l’Italia. Catania ammette che “non è stato semplice inserire quelle misure considerando anche la presenza di un largo fronte di opposizione in merito”. Il raggiungimento di questo obiettivo è quindi stato possibile – ha spiegato – “solo a seguito di un intenso lavoro della delegazione italiana e grazie all’ottimo rapporto di collaborazione con il commissario europeo per la pesca e gli affari marittimi, Maria Damanaki”. Il negoziato si è concluso all’alba di oggi a Lussemburgo, dopo 42 ore di difficili trattative e con il voto contrario di Germania, Malta, Lituania e Belgio.
Il ministro per le politiche agricole e della pesca Mario Catania, pur “soddisfatto” dell’accordo politico raggiunto sull’utilizzo del Fondo per la pesca 2014-2020, tiene a sottolineare che “esistono possibilità per concordare ulteriori miglioramenti e sostenere adeguatamente il settore”. Il Parlamento europeo si pronuncia sulla proposta della Commissione Ue a gennaio permettendo di far partire la procedura di co-decisione europea. I termini dell’accordo. – FERMO BIOLOGICO – Possibilità di proseguire fino alla fine della futura programmazione, al 2020, gli aiuti pubblici sulla base dei piani di gestione messi a punto per il Mediterraneo. – FERMO DEFINITIVO – Catania ha spiegato: “il phasing out da noi proposto si estenderà sino al 2017, ma l’erogazione delle spese potrà proseguire sino alla fine dei due anni successivi”. – INCENTIVI PUBBLICI FLOTTA – Sono previsti nell’ambito del 15 per cento dell’intera dotazione che sarà assegnata ad ogni Stati membro. “La percentuale è il risultato di una dura contrapposizione emersa in seno al Consiglio – ha detto Catania – mettendo poi in evidenza il margine di flessibilità che è stato riconosciuto a livello nazionale, in quanto ogni Stato potrà scegliere come ripartire gli incentivi tra le misure, senza i rigidi massimali del vigente Fondo per la pesca (Fep)”. – INSEDIAMENTO GIOVANI – L’azione sta particolarmente a cuore al ministro. E’ previsto un premio all’insediamento e all’attività dei giovani pescatori che potranno ricevere fino a 50mila euro per l’acquisto di una imbarcazione di pesca. – SVILUPPO INTEGRATO COSTE – Si rafforza il collegamento tra le imprese di pesca e il mercato, allargando il campo d’attività ad altri settori produttivi come turismo e artigianato. – RILANCIO ACQUACOLTURA. Il ministro vuole farne una delle future priorità. Grazie anche all’eccellenza della ricerca il settore può puntare sulla sicurezza alimentare, il rispetto dell’ambiente, creando nuovi posti di lavoro. – CONTROLLI E RACCOLTA DATI – Rientrano nel nuovo Fondo Ue che diventa strumento unico per interventi di pesca e acquacoltura. (ANSA)

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