Pesca: Galan; basta ipocrisie, i divieti erano noti da tempo


Il ministro Giancarlo Galan, dice basta ”alle ipocrisie” che sottostanno all’entrata in vigore – ufficialmente da martedì scorso – delle nuove regole europee per una gestione piu’ sostenibile dell’attivita’ di pesca nel Mediterraneo. Regole che danno un giro di vite alla possibilita’ di pescare vicino alla costa per alcuni tipi di imbarcazioni, mettendo al bando certi strumenti di pesca non piu’ accettabili. A Merida, dove si e’ concluso il Consiglio informale dei ministri dell’Agricoltura dell’Ue dedicato al futuro dell’agricoltura europea dopo il 2013, Galan e’ ritornato sul tema delle nuove regole per la pesca e ha detto senza mezzi termini: ”Sto cercando di fare pulizia delle ipocrisie. Che questi divieti sarebbero entrati in vigore si sapeva da quattro anni. Nel corso degli ultimi due anni era il caso di prepararsi. Adesso e’ inutile incatenarsi ai pescherecci. Ora bisogna affrontare una situazione che e’ ormai un dato di fatto”. Cosa fare? ”Bisognava – dice Galan – accantonare un po’ di risorse per rendere piu’ dolce il passaggio. Sappiamo come siamo messi a risorse”. E aggiunge: ”Non facciamo gli ipocriti con l’Europa fino alla fine. I divieti sono legati a tradizioni alimentari che pero’ dai piu’ sono gia’ state abbandonate”. E porta alcuni esempi: ”In Spagna c’era la tradizione di mangiare le cieche, le neonate delle anguille, e se la sono tolta. Anche sulle coste francesi molto tempo fa e poi sulle coste ligure c’era l’abitudine di mangiare il musciame, cioe’ la parte centrale del filetto del delfino, hanno cessato di farlo. In Croazia c’era l’abitudine di mangiare i datteri di mare, e di spaccare tutte le coste calcaree, anche in quel caso hanno messo fine a quel consumo”. Quanto alla battaglia in corso per la difesa del bianchetto e del rossetto Galan lancia: ”Adesso non sara’ una forma di civilta’ mangiare il neonato delle sardine e delle acciughe per fare i rossetti e i bianchetti e sterminare migliaia di neonati per fare una frittata, quindi ci si adatta. Del resto, nel caso delle telline – rassicura il ministro – si pescano anche al di fuori della battigia e quindi si continueranno a mangiare. Sara’ piu’ difficile prenderle ma ce ne saranno molte di piu’ perche’ potranno riprodursi”. L’ultima parola, dice, e’ per Arrigo Cipriani ”che parla senza sapere quello che dice, perche’ le seppie continueranno ad esserci, perche’ non si prendono con lo strascico sotto costa e quindi non verranno distrutte nel momento in cui si riproducono pescandole con un sistema sostenibile”. Sul futuro della politica agricola europea, discusso a Merida, il ministro ha detto di essere uscito dal confronto ”soddisfatto e contento”. Per la prima volta i 27 Stati membri hanno deciso che la politica agricola comune e’ importante per la crescita e lo sviluppo dell’Europa e deve essere posta al centro della strategia europea ‘2020”’. (Patrizia Lenzarini – ANSA).

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