Pesca: Galan giovedì in commissione agricoltura


Da una parte gli ambientalisti, che dicono no alla richiesta di deroghe al Regolamento Mediterraneo Ue per la pesca; dall’altro gli operatori del settore, come pescatori e ristoratori, preoccupati per le conseguenze dei nuovi vincoli comunitari sulle loro attività. Entrato in vigore lo scorso 1° giugno, il testo messo a punto dall’Ue continua a far discutere e c’è attesa per giovedì quando il ministro per le politiche agricole Giancarlo Galan sarà ascoltato alla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.
”Il comparto della pesca – afferma Nicodemo Oliverio, capogruppo del Pd nella commissione – vive una crisi drammatica che bisogna affrontare con urgenza. Intanto c’e’ da rilevare che il nuovo regolamento europeo non puo’ essere adattabile a tutti i Paesi, perche’ cosi’ si ignorano le varie peculiarita’ dei territori. Le nostre proposte al ministro partiranno da una risoluzione che affronti tutte le problematiche della pesca, a cominciare dalle emergenze di questi giorni; dal fermo biologico per tre mesi accompagnato da un pacchetto di concrete misure anticrisi, dalla concessione degli ammortizzatori sociali a tutti gli imbarcati, compresi i soci delle cooperative ed i dipendenti, dalla questione del caro gasolio, da risolvere con l’individuazione di un prezzo agevolato per i pescatori e dalla richiesta all’Unione Europea di una verifica della norma che porta a 50 centimetri la larghezza delle reti ed impedisce di fatto la cattura di tutti i piccoli pesci che in molte zone della nostra regione rappresentano anche un piatto forte della gastronomia d’eccellenza”.
Ma quali saranno le ripercussioni a tavola? Secondo Mario Ferretti, esperto della Federcoopesca-Confcooperative, usando il rastrello giusto sarà possibile preparare ancora gli spaghetti con le telline. Il problema sono però le quantità, elemento non trascurabile per ristoranti e pescherie.
“L’attrezzo che consente la cattura in quantità idonee alla commercializzazione e’ il rastrello da natante, messo al bando dal nuovo Regolamento”, spiega Ferretti.
Nei giorni scorsi comunque il ministro per le politiche agricole Giancarlo Galan aveva parlato della necessità di un piano di transizione dolce, approccio condiviso da Legapesca. ”All’incontro del 9 giugno porteremo un comune piano, articolato e condiviso con le altre organizzazioni – precisa il presidente Ettore Ianì – per affrontare una crisi iniziata il giorno in cui e’ stato approvato il Regolamento Mediterraneo nel 2006, che nega specificita’ e tradizioni del nostro bacino”.
”Sappiamo bene che Galan – conclude Ianì – e’ stato letteralmente bombardato in questi ultimi giorni da notizie non sempre corrette, non prive di egoismi settoriali e di rivendicazioni improbabili ma siamo convinti che il confronto che ci attende rafforzera’ i presupposti che ci uniscono: il riposizionamento e il rilancio della filiera ittica su cui ci misureremo e lavoreremo nell’ambito dell’unita’ di crisi istituita dal ministro”.
Chi preme affinché non ci siano deroghe ed eccezioni al nuovo Regolamento sono le associazioni ambientaliste Greenpeace, Lav Legambiente Marevivo e Wwf, che sottolineano la necessità di un sistema di sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche e di tutela di habitat e specie protette. Gli ambientalisti lanciano poi un appello ”ai consumatori: non comprate telline, calamaretti, bianchetti, cannolicchi” perche’ ”le restrizioni alle attivita’ di pesca e la rinuncia a qualche specialita’ gastronomica sono un passo doveroso e troppo a lungo rimandato ma che andra’ a vantaggio del nostro mare e delle comunita’ che da esso dipendono”.

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