Pesca: Galan no ai tagli di quote, tonno rosso in ripresa

”Lo stock di tonno rosso si sta ricostituendo, le cose stanno andando bene: ci sono piu’ tonni di quanto abbiamo iniziato il periodo di protezione. L’Italia e’ quindi per il mantenimento degli impegni presi e per una quota di tonno rosso (globale, per tutti i paesi interessati ndr) di 13.500 tonnellate”. Questa la posizione che il ministro per le politiche agricole e della pesca, Giancarlo Galan, ha illustrato ai cronisti al termine del confronto ministeriale, oggi a Lussemburgo, sulla posizione che dovra’ assumere l’Ue ai negoziati che si apriranno il 17 novembre a Parigi nell’ambito della Commissione internazionale per la conservazione dei tonni dell’Atlantico (Iccat). Una posizione in netta contrapposizione con quanto sostiene la commissaria Ue alla pesca, Maria Damanaki, che sarebbe invece favorevole ad una riduzione del 50% delle quote 2011 rispetto al 2010. Quattro le motivazioni che giustificano la posizione italiana. In primo luogo – ha tenuto a precisare Galan – ”non c’e’ nessuna rilevazione scientifica che indichi la necessita’ di misure piu’ restrittive, anzi i dati che abbiamo dimostrano che ci sono piu’ tonni di una volta”. Inoltre, va detto che in Italia ”c’e’ spazio di pesca solo per nove tonniere sulle 69 che era costituita la nostra flotta e le 40 di cui e’ composta attualmente”. Quanto all’idea di creare dei’santuari’ (aree protette in cui vietare la pesca ndr) ‘sono favorevolissimo – precisa il ministro – a condizione che abbiano una base logica. Se si parla di santuari per il tonno bisogna dimostrare che hanno un interesse, e siccome il tonno e’ l’unica specie che passa dall’Atlantico al Mediterraneo, che migra ovunque che non ha nessun genere di confine, bisogna dimostrare che la misura serve, altrimenti diventa un provvedimento restrittivo assolutamente inutile”. Infine, il ministro ha tenuto a sottolineare che ”l’Italia e’ invece favorevole ad una politica di controlli piu’ rigorosi ed e’ contraria alla continue richieste di deroghe sulle taglie minime del tonno rosso”. L’Italia e’ isolata? ”No assolutamente – ha risposto Galan – in quanto con l’Italia c’e’ la Francia, la Spagna, c’e’ la grande maggioranza dei paesi. Solo due stati hanno parlato contro questa posizione: ossia Regno Unito e Germania, paesi che non pescano tonno rosso”. Infine non e’ assolutamente piaciuto al ministro il fatto che la commissaria al termine della discussione abbia indicato ”che informera’ i ministri della posizione che assumera’ all’Iccat. Spero – ha sottolineato Galan – che sia una frase infelice che puo’ uscire quando si parla a braccio, o un errore di traduzione – in quanto la Commissione europea sul negoziato Iccat deve farsi dare un mandato” dal Consiglio Ue. Il ministro Galan ai partner europei ha poi lanciato una proposta ”Non ci sono solo i tonni meritevoli di tutela e di difesa, ora bisogna fare qualcosa anche per il pesce spada le cui risorse sono sempre meno e le taglie sempre piu’ piccole. E questo senza dimenticare di occuparci anche di alcuni tipi di squali come la verdesca e lo squalo volpe che stanno scomparendo”. Inoltre – ha tenuto a precisare Galan – ”le regole dell’Ue spesso diventano inefficaci a causa del fatto che Stati extra Ue non li rispettano, quindi occorre che l’Unione si impegni a difenderle meglio”.

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