Pesca: Italia firma lettera contro riduzione dei fondi europei


L’Unione europea non deve ridurre i fondi a sostegno della pesca e dell’acquacoltura ed in particolare i ”premi alla demolizione” che la Commissaria europea Maria Damanaki ha intenzione di abolire. Lo chiedono Francia, Spagna, Italia, Portogallo, Irlanda e Belgio in una lettera congiunta inviata alla Commissione europea che entro la fine di giugno deve presentare una sua proposta per il ‘quadro pluriennale’ di bilancio 2014-2020. I sei paesi, tra i quali le prime tre ‘potenze’ del settore (Spagna, Francia e Italia), temono che possa prevalere l’impostazione di riduzione dello stanziamento comunitario ed in particolare che possano essere cancellati i ‘premi per la demolizione’ (ovvero i fondi che vengono pagati per l’ammodernamento e la riduzione della capacita’ della flotta, provvedimento che e’ giudicato inefficace dagli ambientalisti) e rivisti i criteri per la ripartizione delle risorse (come chiesto dalla Polonia e dagli altri paesi di nuova adesione). Nella lettera si afferma che l’ammontare complessivo dei fondi ”devono essere mantenuti almeno al livello del periodo 2007-2013”, ovvero circa 4,3 miliardi di euro per i sette anni, e che la loro ripartizione sia ”fondata sull’importanza del settore in ognuno degli stati membri”. Inoltre si chiede che i contributi europei ”devono contribuire all’adattamento della flotta da pesca allo scopo di raggiungere gli obiettivi economici, ambientali e sociali della futura politica comune sulla pesca”. Argomento con il quale si afferma che ”la riduzione della capacita’ della flotta” e’ ”ancora necessaria” e quindi con essa il sostegno derivante dai ”premi della demolizione”, aiuti che pero’ – secondo fonti ambientaliste – si sono rivelati in molti casi controproducenti perche’ pur riducendo la stazza, la capacita’ di pesca delle nuove imbarcazioni e’ stata mantenuta se non addirittura incrementata. (ANSA).

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