Pesca: l’Italia chiede di estendere il Fondo Ue a rottamazione e fermo temporaneo

L’Italia non è pienamente soddisfatta della proposta sul futuro Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e chiede di estendere alla rottamazione e al fermo temporaneo di pesca, gli aiuti finanziabili dal futuro Fondo, proposto dalla commissaria alla pesca e agli affari marittimi, Maria Damanaki. Così, al primo confronto ministeriale, conclusosi oggi a Bruxelles, il ministro alla pesca Mario Catania ha presentato criticità e richieste dell’Italia per andare incontro alle esigenze del settore. In primo luogo ha sottolineato che nella proposta “manca la ripartizione degli stanziamenti dei Paesi membri, anche se – ha aggiunto – riscontriamo con serenità che i criteri indicati nel testo per il ripartizione tengono conto degli interessi italiani”. A questo si aggiungono, per l’Italia le criticità relative alle proposte sui Fondi presentate dalla Commissione europea, dove tutto viene incasellato in un quadro di programmazione complessivo e complesso che può risultare un problema, soprattutto nella fase di avvio della nuova programmazione. “Ci sarebbe invece piaciuto – dice Catania – un impianto che andasse nella direzione della semplificazione, le imprese vogliono strumenti semplici vicine alle loro esigenze”. Per il ministro, “va poi integrato il menu di misure finanziabili dal futuro Fondo della pesca e degli affari marittimi”. In particolare, l’Italia chiede “la possibilità di corrispondere aiuti per la rottamazione delle barche, una misura che fino adesso poteva essere finanziata e che la Commissione non prevede nella sua proposta. “Questo non ci piace – rileva il ministro – perché siamo convinti che la rottamazione può svolgere ancora un ruolo importante. Se non ci fosse stata negli ultimi tre anni non avremmo avuto la possibilità di scendere a 12 tonniere. Senza contare che nei prossimi anni in alcuni segmenti della realtà della pesca potrebbe
essere importante come lo è stata per il tonno”. Altra richiesta italiana la possibilità “di erogare aiuti per il fermo temporaneo di pesca. “Su questo il nostro dissenso é profondo – conclude il ministro – perché riteniamo che sia una misura virtuosa, con una ricaduta ambientale positiva, che tutela nel contempo l’aspetto sociale per gli addetti e alle loro famiglie. Certo va usato coerentemente tenendo conto dei pareri scientifici sulla gestione della risorse”.
Il 9 gennaio comunque il ministro Mario Catania, ha concordato con il commissario europeo Maria Damanaki, un incontro a Bruxelles, nel corso del quale “verranno affrontati i problemi della pesca nel Mediterraneo e le tematiche relative alla riforma della Politica comune della pesca che l’Unione europea dovrà adottare nel corso del prossimo anno”. (ANSA)

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