Pesca: Legapesca, dichiarare stato di crisi contro emergenza


Dichiarare lo stato di crisi nel settore ittico per uscire dall’emergenza. E’ quanto è stato ribadito oggi dalla Direzione nazionale di Lega Pesca, che si è riunita per fare il punto della situazione, evidenziando come la repentina successione di tre ministri e un sottosegretario abbia creato qualche difficoltà. L’associazione, spiega in una nota, “confida nel ministro all’Agricoltura e alla Pesca, Romano, affinché non ci sia una sottovalutazione dei problemi, confidando nella sua professionalità e anche nelle sue origini siciliane, regione dove la pesca rappresenta un’economia che produce ricchezza e occupazione”. In particolare sul fermo, Lega Pesca ipotizza uno stop aggiuntivo e straordinario con premio per armatore e imbarcati, rilanciando quello estivo di 60 giorni con il relativo fermo tecnico. Sul caro gasolio, l’associazione rilancia di ripristinare il Protocollo Eni Agip del 2008, estendendolo ad Assopetroli. Sulla Programmazione nazionale, secondo Legapesca occorrono interventi per risolvere problemi del settore come la scarsa patrimonializzazione, i limiti dimensionali, le difficoltà di accesso al credito e la frammentazione della rete distributiva; occorrono inoltre agevolazioni per ristrutturazioni, fusioni, concentrazioni, accesso al credito e ai capitali di rischio. Lega pesca sollecita anche la pubblicazione dei bandi per i giovani imprenditori per innovazione tecnologica, formazione e incentivazione di progetti pilota.(ANSA).

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