Pesca, l’unità di crisi vara proposta di decreto per il fermo biologico obbligatorio


Si è svolta oggi presso la sala Cavour del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali la quarta riunione dell’Unità di crisi istituita dal Ministro Giancarlo Galan con apposito decreto lo scorso 10 giugno per far fronte all’impatto che l’attuazione del regolamento Europeo per la Pesca nel Mediterraneo, in vigore in Italia dal primo giugno, avrà sul settore. L’unità di crisi è composta dai membri della Commissione consultiva centrale della pesca marittima.
Dopo un serrato dibattito tra il Ministero, rappresentato dal Capo di Gabinetto Giuseppe Ambrosio, dal Capo Dipartimento delle politiche europee Mario Catania e dal direttore generale della pesca del Mipaaf Francesco Saverio Abate e le principali associazioni di categoria e le Regioni (la riunione ha visto anche la presenza dell’Assessore all’Agricoltura della Puglia Dario Stefano), si è giunti alla proposta di un testo di decreto per il fermo biologico che prevede una retribuzione per le imprese.
La proposta di decreto verrà sottoposta all’attenzione del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan.

La proposta di calendario:
La Lega Pesca riassume le misure contenute nel testo di un decreto che sara’ sottoposto nei prossimi giorni al ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan. Sara’ effettuato un fermo obbligatorio di 30 giorni consecutivi per strascico e volante, con il seguente calendario: dal 2 al 31 agosto da Trieste a Brindisi; dal 1 al 30 settembre da Brindisi ad Imperia; Sardegna e Sicilia disporranno invece di autonomi provvedimenti attuativi entro il 31 luglio, fermo restando la conclusione dei 30 giorni consecutivi di interruzione tecnica entro il 30 settembre. La pesca del gambero di profondita’ di Ionio, mar Ligure, Tirreno e Canale di Sicilia, si fermera’ per 30 giorni cumulativi al termine del periodo di pesca. Tra le misure tecniche si prevede il divieto di pesca con lo strascico e volante il sabato, la domenica e i giorni festivi. Al termine del periodo di fermo pesca, in Adriatico sono previste 8 settimane di ulteriore fermo settimanale il venerdi’, senza possibilita’ di recupero delle eventuali giornate perse per maltempo. Dall’entrata in vigore del decreto e fino al 31 ottobre 2010, e’ vietato in Adriatico, ad esclusione di Monfalcone, Trieste e Ioni, la pesca a strascico e volante entro le 4 miglia o a profondita’ inferiore a 60 metri. Sul fronte economico, ricorda la Lega Pesca, sono previste compensazioni finanziarie a favore delle imprese per i primi 15 giorni di fermo: per lo strascico, a valere sul fondo europeo pesca Fep, per le volanti, invece su risorse nazionali nel quadro degli aiuti de minimis. Per gli equipaggi, si prevede l’attivazione delle procedure per la cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga, secondo modalita’ e limiti previsti dalla normativa in vigore. (ANSA).

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