Pesca: M5S, welfare per donne di mare, 6.700 le imprese rosa

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”Stop alle ‘lavoratrici invisibili’ nel mondo della pesca che, a bordo dei pescherecci o nelle fasi di trasformazione, contribuiscono a tutti i livelli alla catena di produzione della filiera ittica, senza alcun riconoscimento giuridico né quindi protezione economica o sociale”. È questo, in sintesi, il contenuto della risoluzione presentata dai deputati del M5S in Commissione Agricoltura. ”Con questo provvedimento – spiegano i parlamentari 5stelle – chiediamo al Governo di applicare semplicemente la normativa vigente nell’Unione europea recependo la direttiva 2010/41/UE che prevede appunto un riconoscimento giuridico ed economico e un sistema di tutele per le donne della pesca”. Silvia Benedetti, prima firmataria della risoluzione, ha ricordato che le donne della pesca italiana non godono di alcun diritto, private persino delle tutele in materia di pensione e malattia, situazione che in Europa si verifica solo in Grecia, Olanda e Cipro. In Italia sono circa 6.700 le imprese femminili su un totale di 33.941, concentrate principalmente nel Sud e nelle Isole; in particolare il 90% delle donne che lavorano nel settore sono italiane, presenti nelle capitanerie di Manfredonia (222), Cagliari (146), Ravenna (137), Ancona (82) e Siracusa (72). Sono invece 1.195 le donne che lavorano a bordo dei pescherecci, dai 18 agli altre 55 anni. (ANSA).

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