Pesca: nasce in Emilia Romagna un’unità di crisi regionale

Un’unità di crisi regionale per far fronte alle conseguenze delle nuove regole europee sulla pesca; una sperimentazione per verificare l’impatto sul pescato delle nuove reti; la definizione entro settembre di un Piano di gestione locale in collaborazione non solo con la Regione Veneto, ma anche con il Friuli Venezia Giulia e le Marche; la richiesta da parte dell’assessore regionale all’agricoltura, attività ittiche e venatorie Tiberio Rabboni al ministro Galan dello sblocco delle risorse destinate all’Emilia-Romagna del Fondo europeo per la pesca: 6 milioni di euro già assegnati, ma fermi ancora a Roma. Sono questi i risultati della riunione sul nuovo regolamento europeo della pesca, svoltasi oggi a Bologna, cui hanno partecipato le principali associazioni di pescatori e Marinerie dell’Emilia-Romagna. “L’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulla pesca sta provocando serissime conseguenze alle imprese del settore e per questo abbiamo deciso di costituire un nucleo anticrisi di cui fanno parte oltre alle Istituzioni e al mondo della pesca anche biologici e naturalisti – ha sottolineato Rabboni -vogliamo in questo modo cercare soluzioni che possano mitigare l’impatto delle nuove regole, confrontandoci con il Ministero e con l’Europa. Siamo convinti che sia possibile trovare un punto d’intesa tra l’esigenza di salvaguardare l’ambiente e l’attività di tanti pescatori.”
Proprio con questo duplice intento la Regione finanzierà un progetto scientifico per sperimentare in concreto l’impatto sulle risorse ittiche delle nuove reti previste da Bruxelles. Ad una primo utilizzo infatti tali reti sembrerebbero produrre maggiori danni al pescato rispetto alle reti tradizionali. I risultati di tale sperimentazione saranno inviati a Bruxelles per sostenere richieste di deroga motivate e suffragate da dati tecnici e scientifici. Quanto al Piano di gestione locale comune con la Regione Veneto, già annunciato nei giorni scorsi, Rabboni ha sottolineato l’esigenza di ampliare il confronto anche ad altre Regioni adriatiche: le Marche ed il Friuli Venezia Giulia innanzi tutto.
Quest’ultima in particolare fa già parte insieme a Emilia-Romagna e Veneto del “Distretto della pesca dell’Alto Adriatico” . Una prima riunione al riguardo verrà convocata nei prossimi giorni. Infine Rabboni ha annunciato che scriverà al ministro Galan per chiedere lo sblocco delle risorse destinate all’Emilia-Romagna dal Fondo europeo per la pesca. Si tratta di 6 milioni di euro, in parte già assegnati in base a bandi e relative graduatorie, ma non liquidabili ai beneficiari per la mancanza di approvazione da parte dell’UE del “Sistema di gestione dei controlli e di certificazione della spesa” che deve essere predisposto dal Ministero. “Di questi 6 milioni – ha sottolineato Rabboni – ben 3 sono finalizzati all’ammodernamento delle imbarcazioni. Si tratta di risorse preziose tanto più in questo periodo di difficoltà che vanno assegnate al più presto ai pescatori”.

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