Pesca: non ci sarà guerra sul tonno rosso, ma a rischiare è il pesce spada

Non ci sarà quest’anno la guerra per il tonno rosso: appare positivo infatti l’andamento della campagna di pesca 2011 e quindi non dovrebbero esserci sostanziali cambiamenti per il settore nel 2012. E’ quanto è emerso al termine del Consiglio dei ministri della pesca dell’Ue tenutosi a Lussemburgo, a poco meno di un mese dall’assemblea dell’Iccat (la Commissione internazionale per la conservazione dei tonni dell’Atlantico) che dovrà pronunciarsi come ogni anno sia sulla situazione delle risorse di tonno rosso sulla base di dati scientifici, sia sulla fissazione delle quote di pescato per il 2012. In vista dell’assemblea dell’Iccat, a metà novembre in Turchia, sono stati avviati contatti preliminari e – precisano le fonti – “alla luce di quanto è avvenuto nella campagna 2011, non dovrebbero esserci sostanziali cambiamenti per quanto riguarda le quote di tonno rosso”. Va ricordato che da diversi anni le quote di tonno rosso sono state progressivamente ridotte ed è stato introdotto per il settore un piano di protezione e di ricostituzione delle risorse. L’obiettivo: ricreare lo stock ottimale e sostenibile di tonno rosso al 2022.
Un giro di vite potrebbe invece arrivare sulla pesca al pescespada. Bruxelles infatti potrebbe proporre la modifica delle attuali regole di gestione dell’attività di pesca che attualmente prevedono un obbligo di fermo dell’attività per due mesi l’anno, a ottobre e novembre. Il fermo – secondo fonti comunitarie – “potrebbe essere prorogato di un mese, ma al momento nulla è stato ancora deciso”. L’obiettivo: ottenere una maggiore tutela dei giovanili. La pesca del pescespada, come del resto del tonno, è regolata in sede Iccat.

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